Solita Italia: felice e perdente Australia un’alluvione di mete

Mallett sarà anche soddisfatto ma non basta un tempo per sognare. L’Italia resta sempre a metà. La prima del mondiale finisce 32 a 6 per l’Australia. Pronostico rispettato, come da copione. Una sconfitta contro la squadra più in forma del momento ci sta tutta. Meno ci sta quel secondo tempo lasciato tutto nelle mani dei wallabies, spalle al muro davanti all’inventiva e alla continuità delle furie in giallo. Peccato perché i primi quaranta minuti azzurri avevano fatto sperare.
Una squadra di carattere, quella del primo tempo. Grande difesa, un Robert Barbieri a dir poco sontuoso nel lavorare tra lo sporco. Poi la continuità di Semenzato nel ricucire la manovra. Roba che i test estivi avevano fatto dimenticare. Il 6 a 6 al riposo, gli errori di Quade Cooper, un’Australia con il freno a mano tirato avevano illuso i 500 italiani armati di tricolore al North Harbour Stadium. Il sogno però finisce all’alba con i wallabies che alzano il ritmo e gli azzurri che aprono i varchi. Ma se nel primo tempo, la leggerezza della mediana si limitava a una questione di scelte di gioco, nei secondi quaranta minuti chiamava in causa anche il fondamentale del placcaggio. E allora ecco le mete, quattro in dodici minuti con Ben Alexander, Ashley Cooper, James O’Connor e Digby Ioane. Quattro perle che mandano al tappeto gli azzurri come la mangusta con il cobra.
Il problema è che l’Italia non morde e non è velenosa nelle sue soluzioni d’attacco. Basta dare un’occhiata alle cifre del match: nessun vantaggio conquistato da Orquera e soci contro i 6 presi dai sodali di Quade Cooper. La manovra azzurra resta così imbastita, prevedibile anche nelle fasi statiche e difficile da finalizzare. Non basta un pacchetto che fa paura sempre di meno se poi sul piano dell’utilizzazione si regalano possessi omaggio all’avversario. L’Australia del secondo tempo si è confermata di un altro pianeta rispetto agli azzurri. Ha qualità e forse ha impressionato anche più degli stessi All Blacks visti contro Tonga.
L’Italia poteva almeno passare un colpo di spugna all’idea di squadra mostrata durante l’estate. E invece quelli che dovevano essere dei passi in avanti sono diventati delle conferme di quello che già si sapeva. Pazienza. Il mondiale del resto per gli azzurri doveva iniziare dalla seconda partita, una volta tornati a Nelson. Prima partita la Russia, squadra che una volta faceva paura ai colori azzurri e che contro di noi debutteranno nel mondiale. Poi gli Stati Uniti di Eddie O’Sullivan, dominati dalla sua Irlanda, per finire proprio contro O’Driscoll e soci nella sfida che varrà probabilmente l’accesso ai quarti di finale.
Mallett avrà tempo per riflettere sulle quattro mete prese e più in generale sull’inconsistente atteggiamento azzurro durante il secondo tempo di Auckland. Riflettere anche sulle soluzioni offerte in cabina di regia dalla sua rosa che oggi sembra avere qualche petalo in meno. C’è poco più di una settimana per riordinare le idee e capire se l’Italia del rugby può ancora sognare oppure rassegnarsi al destino di essere la solita incompiuta.

I prossimi incontri degli azzurri: 20 settembre ore 9.30 Italia-Russia (a Nelson); 27 settembre ore 8.30 Italia-Usa (a Nelson); 2 ottobre ore 9.30 Italia-Irlanda (a Dunedin)