La solita sinistra fischia e contesta il Cav, ma lui: "Non lascio ai comunisti"

Contestato il premier al Gianicolo e a Porta San Pancrazio. Altri lo incitano ad andare avanti. Lui assicura: "Non lascio il Paese in mano ai comunisti". Fischi, e qualche applauso, anche a Santa Maria degli Angeli

Roma - Fischi e contestazioni. Ma anche applausi e sostegno. "I ragazzi del 1949 non sono nati per farti fare il bunga bunga. Vergogna, torna ad Arcore. Dimettiti!". Così urla un gruppo di persone all'arrivo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, davanti al monumento di Garibaldi al Gianicolo. Il premier fa un gesto con la mano al sottosegretario Gianni Letta come per dire "lasciamoli perdere".

Sostegno all'altare della Patria "Vado avanti, rimango per difendermi" dice Berlusconi arrivando all’Altare della Patria per la cerimonia di deposizione della corona d’alloro al Milite ignoto, che ha aperto le celebrazioni odierne per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Poco prima dell’arrivo del Capo dello Stato, il premier è stato accolto dagli applausi di una piccola folla che lo ha incitato a proseguire nell’azione di governo. Sorridendo, Berlusconi ha assicurato: "Vado avanti, certo. Non lascio il paese in mano ai comunisti".

Contestazione a Porta San Pancrazio Nuova contestazione per Berlusconi, questa volta più forte e che arriva da quasi tutte le persone presenti a Porta San Pancrazio davanti al nuovo museo della Repubblica Romana. All’uscita il premier è stato accolto da fischi, "buuu", e da un coro che gridava: "Dimissioni, dimissioni". Un uomo grida: «Vai a villa Grazioli, fai il bunga bunga, vai in tribunale". Al momento dell’uscita dal nuovo museo della Repubblica Romana, Berlusconi è stato accolto da contestazioni, ma qualcuno lo ha anche incitato a "resistere". Molti applausi per il presidente della Repubblica Napolitano.

L'ingresso nella basilica Le contestazioni a Berlusconi non sono cessate neanche all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli: subito dopo che il premier ha varcato la soglia dell’ingresso principale della chiesa dalle due ali di persone presenti nella navata centrale, sono partiti altri fischi e qualche urlo "vergogna". Ma, più avanti, mentre Berlusconi raggiungeva i primi banchi della chiesa, gli è stato rivolto anche qualche applauso. Al termine della celebrazione religiosa Berlusconi ha lasciato la basilica da un’uscita laterale. Il premier è uscito passando per la sacrestia, che si trova in un punto più defilato rispetto a quello principale, dal quale hanno invece lasciato la basilica tutte le altre autorità presenti.

Il dispiacere di Berlusconi Molto colpito e dispiaciuto. Soprattutto per il fatto che le contestazioni avvengano in un giorno di unità e gioia. Queste, secondo quanto viene riferito da alcuni parlamentari di maggioranza, sarebbero state le parole con cui Berlusconi ha commentato le contestazioni subite oggi. Berlusconi si è intrattenuto, dopo la cerimonia alla Camera per i 150 anni dell’unità d’Italia, con alcuni deputati e deputate del Pdl, e con loro avrebbe espresso il suo rammarico per quanto accaduto oggi: mi dispiace che quanto è accaduto è avvenuto in un giorno di festa, un giorno che dovrebbe unire tutti gli italiani, sarebbero state le parole del premier.