Il solito esagerato Mourinho: fa gli auguri all'Inter e si dà 11 in pagella

Il portoghese è intervenuto per spegnere le polemiche interne e per dare uno sguardo all'Italia. Giudizi sul Milan: "Con Ibra è un'altra squadra"

Chi lo conosce non si meraviglia affatto. Chi lo adora può solo compiacersi e magari condividere certe esagerazioni. Chi lo detesta invece può cogliere spunti per coltivare il proprio dissenso nei confronti del personaggio fatto apposta per dividere. Cominciamo dal Mourinho interista. Non ha mai nascosto il rapporto carnale con Appiano e i suoi tifosi e lo ha confermato prontamente. «Abbiamo giocato 57 partite per arrivare a Dubai, adesso non bisogna sbagliare, bisogna diventare campioni del mondo» è il suo incoraggiamento spedito alla truppa neroazzurra come se fosse ancora su quella panchina e non invece a Madrid. Fin qui: nessuna obiezione. Vuole mettere il cappello anche su questo trofeo e probabilmente qualcuno, Benitez, gli dovrebbe ricordare allora che la sconfitta con l'Atletico Madrid a fine agosto è roba sua.
Ma forse la parte più divertente dell'intervento di Mourinho è quella relativa all'attualità. «Ho vinto tutto nel 2010 e quindi mi merito da 1 a 10, 11» che è un modo molto pittoresco di sottolineare la propria stagione strepitosa vissuta in Italia. Dove, rammenta il portoghese, ci sono maggiori pressioni. «La pressione non mi disturba affatto» ha spiegato anche per diradare le polemiche relative al caso Carbonero (lite Ronaldo-Casillas per i giudizi della fidanzata del portiere spagnolo).
Infine una macchia sull'Italia. «Con Ibra il Milan è diventata un'altra squadra». Vero, ce ne eravamo accorti anche noi che non siamo nessuno.