Solito Trezegol, la Juve col minimo sforzo

Emerson e Vieira faticano a carburare, i veronesi reggono mezz’ora

Antonello Lupis

da Reggio Calabria

Non inizia affatto bene, anche se bisogna considerare la qualità dell’avversario, il sesto campionato di serie A della rinnovata Reggina di Walter Mazzarri. Un risultato negativo che per quanto s’è visto in campo penalizza forse troppo i padroni di casa, apparsi, comunque, ancora in rodaggio e senza precisa identità. Una vittoria, invece, che tutto sommato la Roma di Luciano Spalletti, dopo la tribolata settimana dedicata al «caso Cassano», ha meritato, sfruttando nel migliore dei modi le occasioni da rete create e le evidenti incertezze della retroguardia calabrese. Di ottima fattura alcune giocate di Mancini, Taddei e De Rossi in particolare. Un pochino in ombra è invece apparso Totti. Pure Montella ha dimostrato di non essere ancora al meglio della condizione. Cassano è rimasto, com’era prevedibile, in panchina. Del barese, alla fine, Spalletti ha detto: «Antonio gioca se ha la giusta disponibilità, i comportamenti adatti, la voglia di lavorare e vincere con il gruppo. L’ho fatto scaldare ma poi ho pensato che servivano giocatori con altre caratteristiche». Discorso chiuso, per ora. Nelle file della Reggina si è fatta sentire l’assenza del versatile centrocampista brasiliano Mozart, ceduto nei giorni scorsi allo Spartak Mosca.
L’avvio del match è tutto di marca calabrese anche se i padroni di casa non riescono mai a impensierire il portiere ospite Curci. Col passare dei minuti, però, i giallorossi guadagnano metri di campo costringendo i padroni di casa a indietreggiare e ad evitare di scoprirsi. I maggiori pericoli giungono dalle fasce dove Taddei e Mancini, pronti a scambiarsi le corsie esterne, spingono con determinazione nel tentativo di mettere Totti o Montella nelle migliori condizioni di battere a rete. Al 15’ è però il neo attaccante calabrese Cavalli a saettare dalla distanza a rete: il suo tiro finisce di poco alto sopra la traversa. Nella parte centrale del primo tempo le due squadre non affondano più di tanto, e il gioco stagna a centrocampo. All’improvviso, alla mezz’ora, a sbloccare il risultato sono gli ospiti. È l’esterno destro giallorosso Mancini a sfruttare al meglio una colossale disattenzione della retroguardia calabrese e a depositare di testa, da breve distanza, la sfera alle spalle dell’ex compagno di squadra Pelizzoli. Il vantaggio romanista tramortisce e fa perdere lucidità ai calabresi: gli ospiti, dopo aver sfiorato il raddoppio (40’) con Montella, vanno al riposo senza correre rischi.
Per la Reggina la ripresa si apre nel peggiore dei modi visto che dopo appena sessanta secondi di gioco la Roma raddoppia. Su una punizione dalla distanza di Totti è il centrocampista giallorosso e della Nazionale De Rossi a deviare in rete di piede. Sul tocco ravvicinato del romanista, lasciato solo in area, appare evidente, però, l’ingenuità commessa da Pelizzoli, che si fa passare la sfera sotto il corpo. Al 19’ la situazione per i padroni di casa si complica ulteriormente perché l’arbitro Rosetti espelle il centrocampista calabrese Paredes pescato mentre rifila una gomitata al petto a Chivu. Poco dopo la mezz’ora gli ospiti vanno ancora vicini al gol: il diagonale di Perrotta va fuori di poco. A segnare la terza rete giallorossa, però, ci pensa in pieno recupero, dopo un palo colto da Mancini, il neo entrato Nonda con un preciso diagonale su assist di Totti.