Sollecito, il legale: "Niente sangue su scarpe e coltelli"

Oggi gli accertamenti scientifici sui reperti. L'avvocato dello studente: &quot;Raffaele non c'entra era a casa. Controllino il pc e le telecamere tra casa sua e quella di Meredith&quot;. La moglie di Lumumba: <strong><a href="/a.pic1?ID=220340">&quot;Lo rivoglio a casa&quot;</a></strong>

Perugia - "Dagli ultimi accertamenti compiuti sembrerebbe che non ci sia sangue sui tre coltelli sequestrati e sulla scarpa Nike" di Raffaele Sollecito. Lo ha detto l’avvocato Luca Maori stamani prima di entrare nel carcere di Capanne insieme a Francesco Sollecito, padre dell’arrestato per l’assassinio di Meredith Kercher. "Parlo al condizionale - ha sottolineato Maori - perché non abbiamo le certezze assolute e gli accertamenti sono abbastanza complessi". "Vogliamo che si raggiunta la verità - ha proseguito il legale - ed è per questo motivo che non abbiamo ancora presentato istanza di scarcerazione anche se forse gli eventi ce lo potevano permettere".

Altri accertamenti Il difensore ha detto anche che oggi pomeriggio saranno eseguiti gli accertamenti sul computer di Raffaele, il quale aveva dichiarato che la sera del delitto era in casa a "navigare" su internet. Maori ha annunciato che "è molto probabile che venga richiesto un incidente probatorio" sul pc. Sui rapporti del suo assistito con Amanda, rispondendo ai giornalisti, l’ avvocato Maori ha commentato che "è stata la rovina della vita di Raffaele". Per le 17 di oggi è previsto un sopralluogo degli inquirenti nella abitazione perugina di Raffaele Sollecito, in corso Garibaldi.

Controllare le telecamere "Perugia è piena di telecamere. Quante ce ne possono essere nel tragitto da casa di Raffaele a quella di Meredith?. È nessuna di queste ha ripreso Raffaele?". Così il difensore dello studente pugliese uscendo dal carcere di Perugia. Il legale ha sottolineato che "se non è stato ripreso significa che non è stato in quella casa e questa delle telecamere è un’altra conferma di quello che noi abbiamo sempre detto". L’avvocato Maori ha nuovamente fatto riferimento ai primi risultati degli esami sul coltello e sulle scarpe sequestrate al giovane che non avrebbero evidenziato tracce di sangue."Siamo comunque molto ottimisti - ha concluso il difensore di Sollecito - e dimostreremo che la sera del primo novembre il ragazzo si trovava all’interno della sua abitazione".