Solo 8 volte rossoblù davanti ai blucerchiati

In questo periodo se ne fa un gran parlare. Nella città rossoblù non si pensa ad altro, sembra quasi un'ossessione; in quella blucerchiata regna l'indifferenza, la preoccupazione quasi non si percepisce, ma qualcosa comincia a muoversi. La promozione del Genoa in Serie A ha surriscaldato gli animi e le fantasie di molti, rinfocolando e scatenando sin d'ora il Derby che verrà. Si parla di supremazia cittadina. Non tanto sul piano demografico, numerico, dei futuri abbonamenti o del calciomercato; piuttosto su quello prettamente sportivo, dei risultati, della classifica. Dai caroselli «a caldo» di piazza De Ferrari alle discussioni «a mente fredda» nei bar, per le strade, sui forum dei tifosi, il ritornello rossoblù più popolare e gettonato è uno soltanto: «Finire il campionato davanti ai cugini». Ma quante volte, dalla stagione 1946-47, il Genoa ha realmente sorpassato in classifica i rivali sampdoriani?
Facciamo un po' d'ordine e un po' di storia: in 61 anni, da quando Andrea Doria e Sampierdarenese hanno unito le proprie forze per fondare la Sampdoria, soltanto in 8 occasioni il Grifone s'è dimostrato superiore al Baciccia doriano. La prima nel '47-48, in Serie A, per un solo punto: il Genoa di Garbutt e Allasio finì 13° con 37 punti, il Doria di Baloncieri 14° con 36. Stessa storia due campionati dopo, nel '49-50 con i rossoblù di Astley, Allasio e Bacigalupo 12° a quota 34 e i blucerchiati 13°, sempre con Baloncieri in panchina, subito sotto a quota 33. Le volte divennero tre nel '57-58 quando il Vecchio Balordo di Renzo Magli e Annibale Frossi arrivò a pari merito con la Samp di William Dodgin e Adolfo Baloncieri, ma la superò per differenza reti (-7 a -8), segnando un gol in meno e subendone due in meno.
Per vedere ancora il Genoa superiore sul campo ai cugini, bisogna andare al '63-64: i rossoblù di Beniamino Santos, 8°, precedettero il Doria di «Ossi» Ocwirk, 15°, di tre lunghezze. Tre lunghezze risultarono decisive anche nel '76-77: allora la Samp di Bersellini, 14° con 24 punti, finì in Serie B mentre il Genoa di Simoni si salvò a 27, classificandosi 11°. L'anno successivo, '77-78, con i genoani in massima serie e i doriani in cadetteria, si ebbe la sesta annata di primato rossoblù, ma, a fine stagione, il Grifone retrocedette a sua volta e si ricongiunse coi concittadini. Nell'80-81, però, Gigi Simoni riportò in Serie A il Genoa, 2° classificato con 48 punti, mentre la Sampdoria di Riccomini, che terminò a 43, dovette accontentarsi di un 5° posto. E siamo così alla stagione '81-82, l'ottava e ultima di supremazia cittadina rossoblù, ancora una volta, dopo il '77-78, per differenza di categoria.
Poi più nulla, perché quello stesso anno, il Doria di Paolo Mantovani riconquistò la Serie A e, dall'82-83, il campo ha sempre detto, inequivocabilmente, Sampdoria. Da 25 anni a questa parte, la solfa non è mai cambiata. Cambierà nel 2007-08? Difficile pronosticarlo. Come cantava Rino Gaetano, chi vivrà vedrà.