Solo gli anti-Tav contro il Terzo Valico

(...) che ieri pomeriggio ha attraversato i comuni di Serravalle Scrivia e Arquata Scrivia, passando per la strada che costeggia le rovine dell'antica Libarna: un trionfo di bandiere bianche dei dimostranti valsusini in trasferta e di slogan in dialetto torinese, contrappuntati dalla musica ska diffusa dal furgone dei «disobbedienti» alessandrini e da qualche accenno di «Bella ciao», giusto perché nove gruppi che si oppongono alle grandi opere pubbliche su dieci amano definirsi «nuovi resistenti». E poi le bandiere rosse e nere e gli slogan antifascisti per tutte le stagioni della Federazione Anarchica Italiana, fianco fianco con i cappellini gialli di Legambiente. E anche un ospite illustre come Antonio Ferriello, presidente della Comunità Montana della Valsusa e capostipite della protesta contro la Torino-Lione, infuriato con la cosiddetta Legge Obiettivo, accusata di «scavalcare vergognosamente le amministrazioni locali quando le decisioni su certi progetti andrebbero prese di comune accordo».
Una manifestazione pacifica e colorata che, se da una parte è riuscita a pubblicizzare le tesi dei movimenti anti Tav, dall'altra ha messo a nudo le contraddizioni della sinistra fresca vincitrice delle elezioni politiche. Eh, già: la novità è che il bersaglio più eccellente di una dimostrazione che ha visto la presenza ufficiale dei partiti più radicali come Verdi, Rifondazione e Comunisti Italiani è stato proprio il leader dell'Unione Romano Prodi e l'ala moderata della coalizione, tendenzialmente favorevole alla realizzazione delle grandi opere: «Il messaggio della giornata di oggi - fanno sapere gli attivisti del Movimento No Tav nel corso di frenetici volantinaggi - è che questo corteo è il nostro biglietto da visita per il futuro governo Prodi. O per ciò che ne resterà». Anche il novese Renato Milano dell'Afa (Associazione Amici delle Ferrovie e dell'Ambiente), uno degli organizzatori della manifestazione, guarda con più speranza a Roma che dalle proprie parti: «Spero che le forze della sinistra radicale si facciano sentire, in parlamento. Qui le amministrazioni sono tutte a favore del Terzo Valico e c'è poco da fare». E infatti c'è un fantoccio di cartapesta con una fascia tricolore esibito da alcuni dimostranti. Si tratta di una feroce presa in giro del sindaco di Arquata Scrivia e assessore provinciale Maria Grazia Morando, dei Ds, accusata di essersi pronunciata contro il Terzo Valico in consiglio comunale e, pochi giorni dopo, a favore, stavolta in Provincia.
E i «resistenti» locali? Non molti, a dire il vero. È ancora Renato Milano, a descrivere la situazione della protesta locale: «Tutta un'altra cosa rispetto alla Val Susa. La partecipazione popolare alla questione è minima. Colpa dello scarso attaccamento al territorio, forse. Fatto sta - conclude - che la gente letteralmente se ne frega». E in effetti l'impressione è che il pubblico che non partecipa al corteo stia a bordo strada più che altro per vedere come è fatta una manifestazione, evento piuttosto raro da queste parti. Che il clima sia totalmente diverso da quello epico delle loro montagne lo capiscono subito i valsusini, accorsi con bambini e nonne al seguito.
L'atmosfera è comunque allegra, anche se la marcia è forse troppo lenta, complice il furgoncino in testa al serpentone che è ancora più disobbediente dei suoi proprietari e ogni tanto fa le bizze e si ferma. Tutti ad Arquata, in piazza, per il concerto folk che conclude la giornata. In netto ritardo rispetto alla tabella di marcia ma, d'altra parte, è o non è una manifestazione contro l'alta velocità?