Solo Bpu e Bpvn sulla scia di Pioneer

Va al gruppo Pioneer-Unicredit l'ultima vittoria di tappa del 2006. Con una raccolta che sfiora 1,4 miliardi, la divisione di asset management del gruppo guidato da Alessandro Profumo, ha nettamente distanziato la concorrenza. I gruppi che seguono, infatti, non hanno superato la soglia dei 250 milioni di nuove sottoscrizioni: da Bpu (213,4 milioni) al gruppo Banco popolare di Verona e Novara (167,5 milioni), da Banca Esperia (80,9 milioni) a Banca popolare Emilia Romagna (58 milioni), da Banca Carige (30,9 milioni) a Cattolica Assicurazioni (24,8 milioni). Pesante rosso mensile, al contrario, per i gruppi Eurizon Financial (meno 358,2 milioni), Credit Agricole-Banca Intesa (meno 752,8 milioni), Capitalia (meno 428,8 milioni), Montepaschi (meno 140,3 milioni), Bnl (meno 403 milioni), Bipiemme (meno 193,3 milioni), Banca Lombarda (meno 133,8 milioni), Credem (meno 176,3 milioni), Antonveneta Abn Amro bank (meno 98 milioni), Banca Sella (meno 93 milioni), Popolare italiana (meno 67,8 milioni), Popolare di Bari (meno 15 milioni) e Iccrea (meno 23,7 milioni). Luci e ombre anche all'interno delle Sgr indipendenti. Infatti se Kairos partners (35,9 milioni), Vegagest (41,2 milioni), Consultinvest (7,9 milioni), Leonardo Sgr (49 milioni) e Nextam partners (6,3 milioni) vantano un saldo positivo tra nuove sottoscrizioni e richieste di riscatto, ci sono Anima (meno 44,9 milioni), Ersel (meno 57,9 milioni), Grifogest (meno 68,3 milioni), gruppo Banca Intermobiliare (meno 36,5 milioni) ed Epsilon Sgr (meno 94,1 milioni) che vedono prevalere i disinvestimenti alle nuove adesioni. Tra i grandi network di promotori, invece, a parte Fideuram (meno 258,5 milioni), hanno prevalso le sottoscrizioni: Azimut (75,9 milioni), Mediolanum (116,7 milioni), RasBank (111,7 milioni) e Banca Generali (109,9 milioni). Così come è accaduto tra i grandi big esteri attivi in Italia che, ad eccezione di Deutsche Bank (meno 66,6 milioni), chiudono dicembre in attivo: JPMorgan asset management (60,8 milioni), Ubs (23,4 milioni) e Credit Suisse (28,3 milioni). Infine, se i fondi comuni alle Poste chiudono l'ultimo mese dell'anno in rosso (meno 41,2 milioni), Ing direct (la società che offre conto arancio) ha ormai raggiunto i 400 milioni di patrimonio con i tre fondi in gestione.