«Solo per un caso non è successo prima»

Michela Giachetta

Sobrietà. L’avevano annunciato maggioranza e opposizione: sarà un consiglio straordinario sobrio. Così è stato. La seduta di ieri in aula Giulio Cesare, in cui si è discusso del tamponamento dei due convogli avvenuto martedì nella fermata della linea A di piazza Vittorio, non ha visto accendersi gli scranni capitolini. Anzi. Si è cercato di mantenere toni bassi, di non fare polemiche, anche se non sono mancati riferimenti alle critiche avanzate nei giorni scorsi dal centrodestra nei confronti del sindaco, Walter Veltroni, e più in generale dell’amministrazione capitolina.
In un’aula insolitamente piena, un minuto di silenzio per Alessandra Lisi, la ragazza deceduta durante il tamponamento, apre la seduta. La parola spetta al sindaco. Veltroni ringrazia tutti, cittadini e soccorritori. Basandosi poi sugli accertamenti tecnici forniti da Met.Ro, dichiara che «la linea A era perfettamente funzionante. La verifica della funzionalità degli impianti ha consentito di constatare l’inesistenza di anomalie e questo ha consentito la rapida ripresa del servizio». Escluso il guasto tecnico, resta l’errore umano. Veltroni specifica che «anche se si trattasse di quello, può capitare». Non manca nel suo discorso un riferimento alle polemiche sollevate dall’opposizione, ma anche ai toni di «sobrietà e misura» che hanno caratterizzato il comportamento di molti. «Ringrazio chi ha usato questi toni - specifica Veltroni - ma d’altro canto mi rendo conto che per tanti questa è stata un’occasione di polemica». Snocciola poi le spese effettuate dall’amministrazione per la metropolitana, fa un confronto con le altre città europee. Ma ammette che sì, «c’è spazio per fare meglio». È Gianni Alemanno, il capogruppo di «Amore per Roma», a prendere la parola dopo il sindaco. Il diktat è smorzare i toni, e lui prende le distanze dai «facili teoremi politici dei giorni scorsi». «Sarebbe stato più opportuno - dice - mantenere i toni bassi come hanno fatto i consiglieri comunali dell’opposizione». Finisce qui la sintonia con Veltroni. Alemanno specifica, infatti, che non gli pare «da tutti gli elementi» che «si possa ricondurre questa vicenda solo a un errore umano». «Se quello c’è - dichiara l’ex ministro - non significa che non possa esserci anche un errore di sistema, ma il punto è che il sistema deve essere in grado di evitare l’errore umano». Chiede chiarezza Alemanno, lo fa anche Antonello Aurigemma, consigliere comunale di Forza Italia, sottolineando che «una cosa del genere non doveva succedere». È il turno di Adriana Spera, capogruppo del Prc, che nel suo discorso non usa mezzi termini. «È solo un caso che questa vicenda dolorosa non sia successa prima». Definisce «singolare» che «il direttore delle officine e quello degli impianti elettrici di Met.Ro abbiano incarichi ad interim», dichiara che «aumentare gli orari di lavoro dei macchinisti e le corse significa rischiare». «Però - sottolinea - c’è grande paura di denunciare quello che accade realmente».
Conclude il sindaco. Ringrazia per i «toni pacati" maggioranza e opposizione. Ma lascia senza risposta il «come sia potuto accadere»: «Ci sarà tempo, spero molto breve - spiega - per rispondere a quella domanda». Quando la scatola nera sarà decriptata, tornerà in consiglio a riferire. E forse allora una risposta ci sarà.