Solo D’Alema disponibile al confronto

Roma - Berlusconi apre? «No, ha chiuso tutte le porte - dice Romano Prodi -: con lui è difficile discutere». Massimo D’Alema invece la pensa diversamente: «La destra è divisa, ma in modo diverso ha espresso con chiarezza la sua disponibilità al dialogo. Bisogna discutere senza steccati». Comincia così, con i soliti problemi di comprensione, una trattativa già di per sé difficile.
In mattinata grida, fischi, «buuuh», polemiche, cartelli, scampanellate, ululati vari. Fassino a testa bassa contro Berlusconi: «La Cdl è divisa e diffida della sua leadership, la sua coalizione non la riconosce come condottiero». Il Cavaliere contro il centrosinistra: «Non è una maggioranza, è un’assemblea di condominio rissosa che umilia il Paese». Prodi contro il centrodestra: «Le opposizioni sono quattro». Il clima in aula è questo, eppure sotto liti e propaganda qualcosa si muove, come certifica Fausto Bertinotti: «Con la fine della crisi la riforma elettorale si iscrive ufficialmente nell’agenda politica».
È infatti il giorno delle grandi aperture, sia pure nascoste nella foga dialettica. La prima la fa Prodi: «La legge elettorale ha avuto influenza sul modo con cui i partiti si sono presentati alle elezioni, sul risultato di aprile e sulla crisi. Finora ci sono state poche convergenze organiche, però tutti hanno riconosciuto che va cambiata. Io non ho un piano preciso e adesso che il tema è sul tappeto vogliamo dialogare seriamente con tutti». La seconda arriva da Berlusconi: «Confermiamo la disponibilità al dialogo già espressa al ministro Chiti, purché sia un confronto franco e in tempi rapidi e non un espediente dilatorio». La terza da Fini: «Siamo coscienti che la legge elettorale è un oggetto importante di discussione. La crisi di governo è solo rinviata, tuttavia siamo pronti a verificare in un anno e non di più se esiste la possibilità di fare una riforma elettorale e anche alcuni piccoli ritocchi alla Costituzione». Vogliono negoziare anche Udc, Lega, Prc, favorevoli al modello tedesco. An mette un solo paletto, il salvataggio del bipolarismo: «Chi vota deve sapere in quale coalizione si colloca il partito».
Buoni propositi, perché il decollo reale di una trattativa è ancora lontano. Prodi infatti boccia le parole del Cavaliere: «Con Berlusconi non è facile dialogare, perché ha chiuso tutte le porte: quelle della cucina, del salotto. Ha chiuso tutto, proprio tutto».