«Solo in Europa è una scelta fatta da 33mila persone»

«Il mistero della vocazione? È l'umile testimonianza della potenza misteriosa dell'amore di Dio. Più che di una scelta vera e propria si tratta di una Grazia, di un Dono. Un'opportunità offerta ad alcune elette pronte ad accoglierla seguendo la voce interiore che le chiama e le spinge verso il cammino della clausura, alla ricerca del volto di Dio. La barriera delle grate è la protezione tradizionale per non essere disturbate dal rumore del mondo. Per proteggere il cuore dai pensieri che lo distraggono, affinché si possa concentrare sull'essenziale». Così ci spiega il Cardinale Franc Rodé, nominato il 24 marzo scorso da Papa Benedetto XVI Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostoliche. «La clausura accoglie donne di una femminilità bella e sana e di grande libertà interiore. Quando si è coinvolti in una storia d'amore il desiderio maggiore è viverla con totalità e per sempre. Anche per una donna che subisce il fascino di Dio c'è bisogno di intimità e raccoglimento, di un rapporto fatto di attenzioni e preoccupazioni, di una missione nella quale testimoniare questo autentico voler bene».
Ritiene che la scelta della clausura sia attuale nel terzo millennio?
«Anche se può apparire un percorso un po' strano per la mentalità di oggi, ritengo possa definirsi una sorta di provocazione per la nostra società. Come direbbe il Vangelo un segno di contraddizione, una formidabile sfida che ridimensiona gli attuali miti e i valori tenuti in considerazione dall'umanità. Si tratta di una relativizzazione di tutte le realtà terrene che non dovrebbero occupare completamente il cuore dell'uomo».
È un richiamo ad autentici valori spirituali superiori.
«Un richiamo dell'uomo verso il futuro non inteso all'interno della cornice dello spazio terrestre ma proiettato in direzione dell'eternità, quindi verso l'incontro con Dio».
In quali Paesi i monasteri femminili di vita contemplativa sono realtà più forti?
«In Europa si trovano più della metà dei monasteri di tutto il mondo, 2.252, e delle monache, 32.967. Sono soprattutto in Italia e in Spagna, dove troviamo la maggior parte dei conventi ma il minor numero di giovani "professe". Differente la situazione in Polonia e in Asia dove si sta invece verificando una fioritura di vocazioni straordinaria. Negli ultimi anni sono aumentate addirittura del 48%».
In Italia a quale età una donna si avvicina a una scelta del genere?
«La maggior parte sono donne giovani ma non giovanissime, con una buona formazione culturale. Molte sono laureate, spesso con esperienze professionali soddisfacenti e una maturità umana e cristiana che le spinge a sperimentare un modo più fraterno di vivere insieme. Prima di essere ammesse totalmente alla vita monastica devono intraprendere un cammino di formazione che verifichi che questa adesione provenga da un cuore liberato e disponibile a crescere nella carità».
Ci racconta una sua testimonianza all'interno delle mura claustrali?
«Sono stato un mese fa in Spagna e sono rimasto colpito dal monastero delle Clarisse di Lerma dove, con molto piacere, ho incontrato centoquattordici suore giovani ricche di una gioia interiore incredibile. Chi entra in un monastero sperimenta come dai pugni serrati sulle nostre povere cose sia possibile passare alle braccia aperte di chi sa accogliere perché ha sperimentato la dolcezza dell'essere profondamente amati. Qui la volgarità e la falsità non trovano ostello. Sono scalzate da un'atmosfera di verità. Qui abita un affetto libero da condizionamenti umani».