Solo Federer è in grado di fermare Nadal

Lo svizzero, se batterà Nalbandian, troverà in finale l’irriducibile «Rafa»

Oscar Eleni

da Bologna

Il profumo dei tigli entra attraverso i varchi della passione Fortitudo, scatenando la gioventù di Marco Belinelli e Diawara, dando una spinta diversa dalle altre partite contro Napoli che si ubriaca dopo 7 minuti, quando un fallo di Cittadini e la reazione di Bagaric coinvolge un po’ tutti in una sceneggiata che per fortuna non porta oltre limiti già esasperati questa semifinale scudetto che la Climamio ora conduce 2-1 (83-58 il finale), sapendo comunque che domani a Napoli troverà ben altri profumi e che lo scontro fra due squadre diversamente bellille potrebbe anche concludersi domenica con la quinta partita.
Repesa ha il massimo dalle tigri giovani, Belinelli 23 punti, Diawara 13 con un campionario ricco di cose importanti che non vanno in statistica, ha il meglio della serie da Bagaric e il Mancinelli che per alimentarsi ha bisogno di campi spaziosi, coinvolgimento vitale più che mentale. Garris pilota bene dopo aver mandato fuori giri un Greer da 0 su 7 in tre tempi, Watson scopre che contro Hunter (16 p.) non basta prendere rimbalzi bisogna usare un po’ meglio il corpo, Lorbek mangiucchia qualche briciola.
Per Napoli la notte dove conviene scordarsi tutto, ingolfata subito, mai padrona del ritmo e quindi del gioco pur non andando mai sotto a rimbalzo. Capita in una serie dove gli sbalzi d’umore e i cambiamenti d’ambiente incidono sui nervi. In questi casi cancelli e vai avanti, certo ora Bucchi sa che per andare in finale dovrà comunque tornare in un campo dove se non sono i tigli c’è sempre il profumo di qualcosa veramente speciale se da 33 partite la Fortitudo non perde in casa nel campionato italiano. Attacco delle aquile ricco come non lo era mai stato contro Napoli, ma è la prestazione difensiva che dovrebbe suggerire ai campioni in carica che la loro riconferma passa da quella fatica, da quella sofferenza.
Ci eravamo abituati al play off del dromedario, lunghe camminate per il campo, mai una corsa e allora quando la Fortitudo ha provato a cavalcare il vento siamo rimasti sbalorditi noi e di sale una Carpisa che era convinta di possedere già la testa della nemica: 15-0 in 3’31”, una progressione seguendo l’ispirazione di Belinelli, il dinamismo intelligente di Yakhouba Diawara, dando anche a Bagaric il merito di aver fatto bene la calamita, aprendo il campo per il Mancinelli che ha bisogno dello spazio per liberare la sua energia. Climamio avanti anche di 23 punti nel primo quarto mentre Bucchi non trovava niente nella bisaccia, Greer legato da Garris, Stefannson messo sotto chiave dal Belinelli finalmente bifronte. Soltanto Brandon Hunter ha saputo scavare dove la Fortitudo si era fatta tenera, nel momenti in cui i cambi di Becirovic, Lorbek prima e poi Ress, Green, oltre alla solita fatica contro la zona, le difese schierate, hanno fatto perdere un po’ di slancio anche se dopo 20 minuti il muro era sempre alto 20 punti (50-30) fino a diventare un Everest anche di 33.