Solo il Giornale fa ripartire il Terzo Valico

(...) là dove il Prc vorrebbe veder se mai potenziati i valichi già esistenti, insomma il primo e il secondo bastano e avanzano, altro che terzo. Tutti gli altri però ci credono, dal presidente dell’Autorità portuale Giovanni Novi che giura di star facendo «il possibile e l’impossibile», pubblichiamo il suo intervento a parte, alla Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa che ieri ha chiamato a raccolta tutte le categorie economiche affinché, con manifesti, appelli alle istituzioni e un coordinamento permanente, «facciano sentire con forza la loro voce» per ottenere opere ferroviarie e autostradali, perché qui ne va della «competitività dell’intero tessuto produttivo genovese».
In prima linea si schiera poi il mondo della finanza, là dove pare che Giovanni Berneschi il presidente della Carige sia interessato a entrare nella «cordata» di grandi investitori italiani ed europei che potrebbero finanziare l’alta velocità fra Genova e Milano. Il tutto mentre ieri le Province del Nord Ovest hanno chiesto un incontro urgente con il governo sul tema delle infrastrutture, con Alessandro Repetto il presidente genovese a ribadire la necessità di puntare in particolare sul Corridoio V e sul Terzo Valico.
Il treno veloce sarà al centro dell’attenzione domani allo Starhotel, in un convegno organizzato dal gruppo regionale di Forza Italia al quale parteciperanno, fra gli altri, il senatore Luigi Grillo, l’ex ministro oggi presidente del Copaco Claudio Scajola, il presidente dell’Authority Giovanni Novi, il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone, il segretario ligure della Cisl Sergio Migliorini e Fabrizio Palenzona, presidente di Aiscat. Sarà l’occasione per lanciare «il tavolo dei poteri forti», banche e investitori che potrebbero mettere la parola fine all’affannosa e infruttuosa ricerca di finanziamenti, ma anche per rilanciare il Patto del Nord Ovest, là dove, spiega Luigi Morgillo il capogruppo azzurro in Regione, le dichiarazioni di Burlando sul «patto con il governo per le Infrastrutture sullo stile di quello già siglato per la Sanità» hanno creato molto scompiglio. Il presidente della Regione infatti ha annunciato di essere stato invitato dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani a rappresentare i colleghi di tutta Italia al tavolo con il governo che partirà entro ottobre e che dovrà stabilire priorità e impegni. E ora c’è un clima di sospetti. «Non si vede perché, per dire, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni dovrebbe fidarsi che sia Burlando, uno che difende la Finanziaria Prodi su tutta la linea, a rappresentarlo - spiega Morgillo -. E non si vede perché dovrebbe fidarsi di lui Mercedes Bresso in Piemonte, visto che Burlando da settimane dichiara di voler rubare la Tav al Piemonte, fornendo un’alternativa e quindi rafforzando il fronte del no in Val di Susa».
E da Roma arrivano altre cattive notizie. Se il governo Berlusconi, subito prima della fine della legislatura, aveva firmato un impegno in Prefettura per destinare a Genova 110 milioni di euro per lo scolmatore del Bisagno, nella Finanziaria del governo Prodi non è chiaro quanti siano i fondi. «Sarà una delle questioni che dovrò affrontare al tavolo nazionale delle Infrastrutture» spiega Burlando, avverte l’ex assessore alla Protezione civile oggi deputato Udc Vittorio Adolfo che «forse sarebbe il caso di sbrigarsi, perché non si può discutere la Finanziaria dopo che è stata approvata».