SOLO GRAZIE

In questi giorni il mio telefono, già di per sè raramente zitto, non finisce mai di squillare. E il pacco della posta, già di per sè solitamente pesantissimo, è ancora più corposo del solito. Idem per il fax (ieri abbiamo finito addirittura la carta) e per la casella della posta elettronica, ai limiti dell’intasamento.
Merito delle vostre lettere e chiamate di solidarietà su quello che è impropriamente chiamato «caso Sircana», ma che si configura ogni giorno di più come un «caso Garante», un «caso censura», un «caso giornalisti». «Giornalisti» rigorosamente fra virgolette.
Oggi, la solidarietà nei confronti del Giornale e del nostro direttore Maurizio Belpietro, che ha avuto una posizione cristallina fin dall’inizio di questa storia, è unanime. Ma nei primi giorni - prima che gli accusatori si pentissero, prima di questa specie di otto settembre dei giornalisti italiani, primo caso di categoria transgender - la forza ce l’avete data voi. Che non avete avuto bisogno dello scandaloso doppiopesismo del Garante - che, fra l’altro, ha fatto molti più danni a Sircana di quanto gliene avrebbe fatti la pubblicazione immediata delle foto - per difendere il diritto di cronaca. E, soprattutto, per difendere il principio che non esistono cittadini di serie A (i politici del centrosinistra), cittadini di serie B (i politici del centrodestra) e paria (ad esempio, le soubrette o le pornostar). Al riguardo le storie che raccontano oggi i nostri Giovanni Buzzatti e Maria Vittoria Cascino - i casi liguri che hanno riguardato Gigi Grillo, Lino Bottini e Michelle Ferrari - sono illuminanti.
Ecco questo articolo ha solo questo scopo: ringraziarvi una volta di più perchè ci regalate la gioia di far parte di una famiglia. E quando si sta in famiglia non c’è bisogno di nient’altro. Soprattutto non c’è bisogno di andare a cercare trans. Nemmeno in edicola.