Solo i «marziani» meglio di noi. Ma la vasca è corta

da Shanghai

Dodici medaglie, delle quali due d’oro, sette d’argento e tre di bronzo: ai mondiali di nuoto il bottino degli azzurri è andato anche meglio delle più rosee previsioni, tanto che nel medagliere, a manifestazione conclusa, l’Italia è terza per numero complessivo di medaglie, preceduta soltanto dai marziani australiani e statunitensi.
L’ultima giornata ha dato altri tre argenti. È argento che vale quello dell’estroversa ragazzona veneziana Federica Pellegrini (1’55’’15) nei 200 sl dietro alla cinese Yu Yang (1’54’’94). Ed è argento che vale anche quello di Alessandro Terrin, secondo nei 50 rana (26’’60, con record italiano migliorato di quattro centesimi) alle spalle dell’ucraino Lisogor (26’’39).
Sa un po’ di delusione il secondo posto di Filippo Magnini nei 100 sl (47’’31, dietro il sudafricano Ryk Neehting 47’’24). Comunque, qui a Shanghai, Magnini ha già guidato all’oro le due staffette maschili a stile libero.