Solo i volontari tengono in vita Villetta Di Negro

Gentile direttore Lussana, leggo su il Giornale di domenica 26 agosto, «Villetta Di negro: un parco dimenticato in mano ai grafomani» e mi rammarico per il titolo, certo non per il contenuto che fotografa perfettamente la realtà.
Dicevo del titolo. Non è un parco dimenticato dal Municipio Centro Est, dai cittadini e dalle associazioni, con le quali stiamo perfezionando accordi. Mi piace citarle: Anfass, che ha in affidamento una porzione del parco, certamente quella che appare più curata; i carabinieri in congedo, che presidiano il parco quotidianamente, sventando reati e curando il giardino all'italiana e la vasca dei pesci. Questi soggetti costituiranno a brevissimo la Onlus «Amici di Villetta Di negro», insieme al Liceo «P.Klee», alla Scuola Media «Bertani» e alle elementari «G.Grillo».
A Villetta Dinegro è prevista la presenza di Tutor d'Area, i cui affidi devono essere rinnovati dalla Direzione Divisioni Territoriali per la durata dell'anno scolastico.
Il team Aster e Amiu dovrebbe essere all'opera due settimane di ogni mese estivo. Non si sa come la sinergia proseguirà nei prossimi mesi. Il settore Giardini e Foreste lascerà la palazzina rustica, alla quale sarà indispensabile dare una destinazione per evitare che vada in rovina. Assegnarla ai volontari, in assenza di alternative, sarebbe la migliore delle soluzioni. Questo il quadro generale. Resta il grave problema di un parco al cui degrado ha indubbiamente contribuito il cantiere che occlude l'ingresso principale, dando l'impressione che sia chiuso, nascosto e impraticabile. Chi scopre il contrario, scopre la trascuratezza che ha allontanato le famiglie e bambini.
Il nostro auspicio è che tornino, come un tempo, le scolaresche, a visitare il parco, le grotte e il Museo. Dai vostri articoli e dall'osservazione della realtà, una cosa è chiara: il Comune non intende investire in manodopera per la cura del verde. Anche il Municipio è costretto ad avvalersi della preziosa opera di cittadini volontari, i quali ricevono in cambio nient'altro che la gratificazione di svolgere un'attività piacevole e abbellire aree verdi, che altrimenti offrirebbero un triste spettacolo di abbandono.
Anche l'Acquasola non si salva, anzi, rischia grosso. Spesso il procedimento logico è: parco degradato=silos sotterraneo; vale a dire che l'unica possibilità di recupero sarebbe l'investimento in loco di un privato. Parcheggi in sottosuolo, con la promessa di una riqualificazione, che mai potrebbe riprodurre il patrimonio ambientale costituito dal Parco dell'Acquasola. Il Municipio Centro Est ha detto no al silos, senza nascondersi la difficoltà di mantenere un'area così estesa e particolare. Stiamo lavorando per trovare le migliori soluzioni.
Grazie per il vostro puntuale lavoro e un cordiale saluto.
Municipio I Centro Est
Assessore Territorio
Sviluppo Economico