«Solo io sconfiggerò i talebani»

Erede di Massoud, il rivale del Presidente canta vittoria: «Avrò la maggioranza»

Fausto Biloslavo

da Kabul

Alla vigilia delle elezioni Yunes Qanooni, il leader più noto dell’opposizione al governo del presidente afghano Hamid Karzai, è convinto di ottenere la maggioranza nel nuovo parlamento di Kabul. Vuole mandare a casa alcuni ministri e accusa il Pakistan di continuare ad appoggiare i resti dei talebani.
Cinquantun anni, eminenza grigia dei tajiki, la combattiva, ma minoritaria etnia afghana è l’erede politico del leggendario comandante Ahmad Shah Massoud. Al suo fianco Qanooni ha combattuto prima i sovietici e poi i talebani. Lo scorso ottobre è giunto secondo alle elezioni presidenziali vinte da Karzai, il suo rivale pashtun. Camicia bianca, barba ben curata e scarpe di marca, Qanooni risponde alle domande de Il Giornale nel lussuoso salotto di una delle sue case di Kabul.
Lei è uno dei leader più rappresentativi dell’opposizione. Cosa si attende dalle elezioni parlamentari di oggi?
«Prima di tutto auspico un voto trasparente, senza brogli con una grande partecipazione popolare. Assieme alla coalizione di 14 partiti, di cui faccio parte, mi aspetto di conquistare la maggioranza nel nuovo parlamento afghano».
Se otterrete un risultato del genere metterete in difficoltà il governo del presidente Karzai?
«Siamo un’opposizione riformista e costruttiva. Chiederemo al governo incisive riforme economiche, politiche e sociali. In particolare vogliamo combattere la corruzione e verificare l’utilizzo degli aiuti internazionali. Da parte dei nostri elettori c’era una forte aspettativa, nei confronti del nuovo governo, dopo il voto per le presidenziali. Sfortunatamente il gabinetto non ha soddisfatto queste aspettative e la costituzione prevede un voto di fiducia all’esecutivo. Se avremo la maggioranza alcuni dei membri del governo non verranno riconfermati dal nuovo parlamento».
Gli attacchi da parte dei talebani sono aumentati negli ultimi mesi. Pensa che i fondamentalisti siano ancora capaci di sconfiggere la nascente democrazia afghana?
«La gente non accetterà mai più i talebani e la loro ideologia, ma il problema è la debolezza del governo. La sicurezza è la sfida più importante per il nostro paese. I talebani non erano così forti, ma l’impreparazione del governo li ha fatti diventare pericolosi. Nei loro confronti è stata praticata una politica sbagliata dividendoli in moderati e fondamentalisti. In realtà non esistono talebani moderati, perché la loro ideologia è quella del fondamentalismo islamico. Molti talebani sono ancora ai loro posti negli uffici governativi. La politica negoziale con i talebani è sbagliata e ha solo aumentato il pericolo del terrorismo in Afghanistan».
I guerriglieri fondamentalisti sembrano avere in dotazione armi più efficaci. Chi li aiuta?
«È vero che sono in possesso di armi sofisticate. I loro attacchi aumentano giorno per giorno e l’abbattimento di elicotteri delle forze multinazionali dimostrano che sono in possesso di nuovi missili terra aria. I loro santuari, però, si trovano al di fuori dei confini afghani. Rimango convinto che il Pakistan continua ad appoggiare i talebani. Apprezzo gli sforzi del presidente Pervez Musharraf nel combattere l’estremismo islamico, ma se lo sforzo contro il terrorismo è sincero, perché viene permessa l’esistenza di campi di addestramento all’interno del Pakistan? Secondo il governo afghano lo stesso Osama bin Laden si nasconderebbe nella zona tribale pachistana».
Perché sulla scheda elettorale ha scelto come simbolo una televisione?
«In realtà mi è stato affibbiato dalla commissione elettorale. Avevo solo tre simboli fra i quali scegliere e ho preferito la televisione perché la considero una nuova porta di cultura e civilizzazione, che ci mette in contatto con la gente. Dalla tv abbiamo imparato molte cose del mondo esterno ed è amata dalla generazione più giovane».
L’Occidente teme lo scontro di civiltà con l’Islam. Quale strada deve intraprendere il suo Paese lungo il cammino della democrazia?
«In Afghanistan si contrappongono l’estremismo islamico ed il liberalismo laico. Penso che l’Islam moderato, che sta nel mezzo, sia la via migliore per il popolo afghano».