Solo l’Ecclestone delle moto può salvare Biaggi

Dopo la rottura con la Honda, per Max non c’è più un solo team libero. Rossi, caduto, è 15º

Giovanni Zamagni

da Valencia

Non è il suo migliore risultato stagionale, ma era comunque un po' di tempo che non si vedeva un Max Biaggi così competitivo in prova. Ma nemmeno il quinto tempo, a mezzo secondo dalla pole position di Sete Gibernau, può salvarlo e anche se Max oggi dovesse vincere, il suo destino sembra segnato. «Non credo che una gara possa cambiare il mio futuro» aveva commentato giovedì Max, che però non parla del 2006. Ma la Honda, è certo, continua a negare al romano una RC211V per la prossima stagione. A questo punto, la rottura è insanabile e nemmeno la Camel, lo sponsor che lo segue da tre anni, sembra più poterlo salvare. Al momento, quindi, Biaggi è un pilota a piedi, senza moto. Sarebbe il peggiore epilogo di una carriera coronata da quattro mondiali consecutivi in 250 e l'aspetto più paradossale è che il licenziamento arriverebbe al termine di quella che avrebbe dovuto essere la stagione più bella della sua carriera, ma che si è trasformata nella più disastrosa. Per Max non esiste alternativa, in nessun'altra squadra, perché ormai tutti i posti sono stati assegnati e a questo punto si potrà salvare solo se la Honda facesse un’improbabile marcia indietro; oppure, ma è una possibilità remota, con un intervento diretto di Carmelo Ezpeleta, l’Ecclestone del motomondiale.
Non ha di questi problemi Marco Melandri, che punta a conquistare il secondo posto nel mondiale. Come in Turchia, scatterà dalla seconda posizione, proprio davanti a Nicky Hayden suo rivale in classifica generale. In grandissima difficoltà Valentino Rossi, solo quindicesimo a causa di una caduta con le gomme morbide da tempo. Valentino se l'è cavata con qualche botta, ma sarà costretto a partire addirittura dalla quinta fila: «L'obiettivo è arrivare nei primi cinque».