«È solo una mossa elettorale in vista delle Europee Se vuole cacciarci, lo faccia»

Onorevole Giuseppe Castiglione, coordinatore in Sicilia, del Pdl, la guerra interna al centrodestra nell’Isola sta mettendo a rischio il governo regionale?
«Ma no, nessun rischio. Il governatore Lombardo sta cercando di alzare i toni della polemica e di cambiare il tavolo da gioco per fini elettorali, sa bene che raggiungere la soglia del 4% è difficile, e allora vuole spostare l’attenzione per racimolare voti».
Si aspettava l’azzeramento della giunta?
«No, anche se noi come Pdl avevamo detto che il giorno dopo le Europee era necessario rimettersi attorno a un tavolo e discutere per rinsaldare l’alleanza di governo».
Veramente da alcune parti del Pdl è arrivato anche qualche attacco alla giunta Lombardo...
«Nessun attacco al governo regionale. Noi lo abbiamo sostenuto con lealtà e votato. Notiamo solo che il 90 per cento di produzione legislativa è di iniziativa parlamentare, e il gruppo Pdl all’Assemblea regionale siciliana è il più solerte, tutto qua».
Il presidente dell’Ars Cascio (Pdl) ha detto che quello dell’alleato Lombardo è il governo peggiore degli ultimi 15 anni...
«Quella di Cascio era una posizione relativa ad una vicenda specifica e che è stata chiarita».
Ma se davvero andate d’accordo con Lombardo come mai si è arrivati a questo punto?
«Il presidente della Regione non ha utilizzato appieno la disponibilità del Pdl. Ha fatto più il leader di partito, e ha portato avanti un’azione di governo tesa a portare voti al suo disegno».
Lei è il coordinatore del Pdl. Ma indubbiamente in Sicilia, nel Pdl, per ora il clima non è certo dei migliori...
«Nessuna spaccatura. Il Pdl in Sicilia è unito».
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, che sostiene Lombardo, è in aperto contrasto con lei. Quanto sta giocando anche sul futuro del governo della Regione questa guerra interna?
«C’è stata qualche polemica di troppo, e non voglio entrare nel merito. Gianfranco è una risorsa, contesta alcune cose e, da sottosegretario, finisce col contestare il suo stesso presidente del Consiglio, e contesta la mia leadership politica. Lombardo cerca di incunearsi nella vita dei partiti sfruttando queste situazioni. Ma sulla mia posizione, in Sicilia, c’è tutto il Pdl».
Cosa accadrà adesso?
«I miei assessori non si dimettono. È il presidente della Regione che ha prerogative di nomina e revoca. Revochi lui le deleghe. Noi aspettiamo».
Crede che ci siano i margini per ricucire?
«Noi siamo per ricucire. Crediamo in questa alleanza e valuteremo cosa intende fare, quali priorità saranno inserite nell’agenda di governo».
Questo terremoto alla vigilia delle elezioni creerà danni al Pdl?
«La mossa di Lombardo darà solo un ulteriore vantaggio al Pdl».