Solo ora le intercettazioni sono antidemocratiche

Le intercettazioni ambientali allarmano oltremodo l’attuale maggioranza governativa perché ne risultano coinvolti alcuni esponenti di primo piano. Quando venivano intercettati personaggi di centrodestra del precedente governo, si diceva che la procedura era di fondamentale importanza per la giustizia, per le indagini e per la trasparenza democratica. Con questo stesso meccanismo intercettativo fu azzerata la quasi totalità della classe politica nel 1992, ad eccezione del Pci-Ds ed alcune frange minoritarie della sinistra. Allora, la magistratura era, e doveva essere, insindacabile; attualmente si chiede con insistenza, anzi s’impone, una riforma della giustizia che contempli anche questo aspetto, limitandone i poteri. Insomma, si va delineando il concetto che la giustizia e le intercettazioni ambientali, così valorizzate in passato, non siano uguali per tutti i cittadini italiani. Infatti, per alcuni esponenti politici sembra che la trasparenza sia una opzione e la loro privacy un vincolo; tanto da ipotizzare addirittura una legge «bavaglio» per tutelarsi.