Solo parole di carta

Che cos'è un ripostiglio? Per l'archeologo non si tratta, prosaicamente, del locale in cui si ripongono oggetti d'uso domestico, ma di un reperto che tornando alla luce può trasmetterci affascinanti frammenti del passato: il nascondiglio in cui qualche nostro lontano predecessore, sentendosi in pericolo, ha messo in salvo monete e preziosi, senza più riuscire a recuperarli. A distanza di secoli o di millenni, uno scavo o un evento fortuito permette a qualcuno delle generazioni successive di scoprire e recuperare il tesoro ancora intatto. Così è accaduto a Noli, dove gli archeologi hanno trovato, sotto il pavimento di un edificio romano, uno straordinario gruzzolo di monete d'oro, perfettamente integro nel suo contenitore in piombo. Tredici preziosi «Solidi» di età tardo imperiale, ascrivibili agli imperatori Onorio, Valentiniano III e Petronio Massimo. L'epoca dell'occultamento è databile tra il 440 e il 460 dopo Cristo, quando l'impero romano d'occidente stava per dissolversi.
Di questa e di altre suggestive scoperte parla il volume «Il tesoro svelato. Storie dimenticate e rinvenimenti straordinari riscrivono la storia di Noli antica», a cura di Alessandra Frondoni. Interamente illustrato a colori, il libro contiene il catalogo della mostra organizzata dal Comune di Noli e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria con la partecipazione di numerosi enti, ed inaugurata il 7 luglio 2007 presso la Fondazione Culturale S. Antonio, sugli scavi più recenti effettuati nell'area archeologica di San Paragorio (dal 2005 al 2006). Offre inoltre saggi e contributi idegli specialisti che hanno preso parte alle ricerche.
Dai primi ritrovamenti ottocenteschi di Alfredo d'Andrade agli scavi iniziati negli anni Settanta del Novecento da Nino Lamboglia fino a quelli condotti dalla Soprintendenza a partire dal 1987, le ricerche sembravano infatti escludere che l'origine di Noli potesse risalire a prima dell'età del dominio bizantino in Liguria (VI-VII secolo dopo Cristo). Gli ultimi scavi hanno invece clamorosamente scoperto a Ponente un approdo romano in funzione dall'età repubblicana a quella imperiale . Inoltre, fa presupporre l'esistenza di un villaggio la necropoli romana a incinerazione trovata a Levante, con materiale in ceramica e vetro, risalente al I-II secolo dopo Cristo. Le nuove scoperte, infine, riguardano anche l'abitato tardomedievale, che si credeva ristretto attorno alla chiesa di San Paragorio e si è invece rivelato di dimensioni maggiori, nell'area compresa tra Capo Noli e l'attuale borgo. Lo distrusse il fuoco alla fine del IX secolo, forse a causa di un'incursione di pirati saraceni.
«Il tesoro svelato. Storie dimenticate e rinvenimenti straordinari riscrivono la storia di Noli antica» a cura di Alessandra Frondoni, De Ferrari editore, Genova 2007, pagg. 152, Euro 24.