Solo parole per eliminare le liste d’attesa

L’attuazione del programma sull’abbattimento delle liste di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie può attendere. La tempestività nel fornire risposte assistenziali, spesso determinanti per la prevenzione e la diagnosi precoce di patologie importanti, che è sbandierata ai quattro venti come prioritaria, sia dal governatore Marrazzo che dall’assessore alla Sanità Battaglia, passa in second’ordine. Anzi, dopo le ultimissime disposizioni di giunta che ammettono la scarsità di risorse economiche per rispondere alle necessità di concretizzare il taglio dei tempi di attesa nel settore oncologico e cardiologico, quella propaganda si trasforma nell’ennesima tiritera stonata e di pessimo gusto. Già, si rimane fermi alle chiacchiere perché pure se quei progetti e quei piani aziendali, licenziati da ospedali e policlinici universitari potranno essere approvati come richiesto dallo stesso esecutivo regionale, non potranno comunque essere finanziati.
Infatti per coprire l’intera posta, relativa a 49 progetti per altrettante specialità, sarebbero necessari almeno 25 milioni di euro da suddividersi più o meno equamente a seconda delle esigenze tra 19 aziende sanitarie. Certo è che, ora come ora, la situazione deficitaria delle casse regionali non dà risposte certe sul quando e sul come potranno essere recuperate queste risorse finanziarie. Infatti quella liquidità di 25 milioni di euro è a dir poco definita «ampiamente superiore alle disponibilità di bilancio». Un bilancio - non dimentichiamolo - che conta un deficit complessivo di circa 4 miliardi di euro da spalmare nei tre anni di amministrazione Marrazzo. Tuttavia facendo un passo avanti viene fuori che non sono stati erogati neppure i soldi messi in Finanziaria a dicembre 2006. In effetti all’appello manca proprio l’erogazione dei 3milioni di euro che era stata stabilita nei capitoli di investimento stabilito per legge - e chissà dove è finita -. Così pure per l’altro fondo extra conteggiato sui 2,4 milioni di euro la cui erogazione è rimasta congelata «per difficoltà derivanti da procedure regolamentari» addirittura da aprile 2006. È quanto si legge in quell’ultimo provvedimento di giunta - datato 31 ottobre - e licenziato per non far altro che guadagnare tempo sulla domanda di salute dei pazienti. Perché di questo si tratta contando che quei 5,4 milioni di euro stanziati sulla carta tali sono rimasti. E si vede: l’effetto dei tempi d’attesa su prestazioni quali ecolordoppler vascolare, mammografia, ecografie, ecocardiogramma nonché, scintigrafia, Tac e risonanza magnetica non fa altro che peggiorare di mese in mese. Eppure se si va a sbirciare nelle pagine web dedicate all’assessorato alla Sanità non mancano i proclami di Augusto Battaglia sull’erogazione di 5,4 milioni di euro per finanziare i programmi aziendali finalizzati a contrastare i tempi d’attesa.
Parole appunto, quanto ai fatti per il momento si può solo dire che quei progetti devono essere ancora posti al vaglio della Direzione regionale alla programmazione sanitaria. Altro tempo insomma prima di ottenere qualche risultato. E sono proprio i risultati - positivi s’intende - che mancano. Non per essere pedanti, ma troppe volte proprio il Giornale ha sottolineato quasi noiosamente il rischio che la gestione della politica sanitaria in seno alla giunta ulivista avrebbe prodotto un netto peggioramento dell’offerta sanitaria.