Solo per Pirelli e Italease stangata da 2,3 miliardi

In un documento riservato inviato alla Consob le due imprese leader nel settore calcolano il costo della manovra fiscale del governo

da Milano

Si tratta di una «botta» che per due sole società vale più di due miliardi di euro. E non stiamo dando numeri al lotto. Semmai quelli li hanno dati gli uomini di Visco e Bersani. Nella relazione tecnica che accompagna il decreto fiscale sugli inasprimenti della tassazione sull’Iva (e sua relativa indetraibilità con efficacia retroattiva) hanno infatti quantificato in circa 900 milioni di euro il gettito previsto dalla norma fiscale. Ebbene secondo le carte già consegnate la settimana scorsa in Consob dagli interessati emergono numeri radicalmente diversi. Per la banca Italease, leader in Italia per leasing immobiliari, la «manovrina» (si fa per dire) vale fino a 1,5 miliardi di euro in quattrini da restituire alle casse dello Stato. In «comode» tre rate, come prevede il decreto. Si tratta di una cifra, che se non dovesse cambiare, tecnicamente le farebbe sballare tutti i conti e i ratio patrimoniali. Il secondo numero, che il Giornale è in grado di anticipare, è il salasso che toccherebbe a Pirelli Re. Si tratta anche in questo caso di una società quotata in Borsa e leader di mercato. Per la compagnia guidata da Carlo Puri Negri la botta di Visco potrebbe arrivare, secondo quanto comunicato alla Consob, fino a 800 milioni di euro. In questo caso Pirelli Re prevede una forchetta di possibili effetti fiscali per la complessità e variegatura dei suoi affari. Cifre decisamente inferiori quelle che dovranno pagare Risanamento Italiano (20 milioni di euro) e Immobiliare Lombarda (da 3 a 5 milioni).
Resta il fatto che facendo la somma degli effetti, comunicati in Consob, delle sole Italease e Pirelli Re si arriva a un saldo per le casse del Tesoro pari a 2,3 miliardi di euro. Ma è solo la punta dell’iceberg. L’Assilea, l’associazione delle società di leasing (dopo Italease, forti nel settore immobiliare sono le non quotate Intesa leasing, Locat dell’Unicredit, Sanpaolo e Mps) ha calcolato il possibile esborso per la categoria in 15 miliardi di euro. E altrettanto è il peso che graverebbe sul settore immobiliare tout court.
«È un’operazione fiscale - dice un operatore del settore, che vuole mantenere l’anonimato - che non ha un senso economico. Ci fa fallire tutti. L’idea che la stangata si possa scaricare sui clienti finali è almeno in un primo tempo folle. Ciò che ci chiediamo è se questa operazione sia il clamoroso frutto di un’incompetenza tecnica o un ballon d’essai per poi comunque tassare l’intero settore».
Gli immobiliaristi sono infatti convinti che soprattutto nella retroattività sull’Iva il governo non possa che fare marcia indietro. Ma lo scampato pericolo, per così dire, farà sì che misure meno penalizzanti e inique, ma comunque pesanti, passino sul settore immobiliare.
In queste ore infine la Consob ha raccolto tutti i numeri da parte delle società quotate immobiliari sulla manovra Visco. La richiesta era arrivata la settimana scorsa all’indomani dei bruschi cali in Borsa. In attesa delle audizioni che si tengono oggi e del maxiemendamento da presentare entro il 17 luglio, l’Autorità di vigilanza potrebbe non chiedere l’immediata pubblicazione di questi allarmanti numeri. Anzi, pare che per evitare ulteriori scossoni e sperando in un ripensamento del governo, alcune società abbiano chiesto a Consob di tenere riservati i dati da loro comunicati.