Soltanto Inzaghi ci prova E lo scudetto resta a Torino

Le due squadre hanno fatto finta di giocare, senza però mai affondare i colpi. Giusto un assist di Kakà per Pippo e la parata di Buffon

(...) aveva avuto, la scorsa estate, momenti di migliore football e di interesse decisamente superiore. Juve e Milan, dunque, per un'ora e mezzo hanno fatto finta di giocarsi il risultato, mai affondando i colpi, mai accentuando il ritmo, nonostante il freddo di Torino stimolasse movimenti spicci. Il Milan ha offerto, comunque, un'idea più disciplinata, Ancelotti ha scelto la coppia di coppa, Sheva-Inzaghi, ma ha perso dopo meno di un quarto d'ora Stam che si è infortunato intervenendo su Chiellini. Costacurta ne ha preso il posto ma su quell'episodio l'arbitro De Santis ha impreziosito la propria serata ammonendo l'olandese, dopo aver invece graziato Chiellini per una precedente entrata su Kakà. Il cartellino giallo per lo juventino è arrivato dopo, dopo un intervento nemmeno pesante ma non si può pretendere di più da De Santis.
Al di là dei coriandoli dell'arbitro, la partita, nel primo tempo, ha offerto rarissimi strappi. Un paio di idee veloci di Inzaghi e Sheva hanno ribadito l'affanno della retroguardia juventina, specie sull'out destro dove Capello ha schierato Zebina, spesso bypassato da Serginho-Kakà (con la partecipazione di Mutu) mentre dalla parte opposta il cammellone Chiellini, modestissimo in qualità, è stato preferito a Balzaretti che pur avendo dimostrato condizione e carattere viene inizialmente relegato tra le riserve, così si chiamano comunque.
Ai tentativi non certo irresistibili della coppia di attaccanti rossoneri la Juve ha replicato con un isolato colpo di testa di Vieira, parato in due tempi da Dida, mai sicuro al cento per cento anche su una punizione velenosa di Mutu, finita fuori alla sinistra del brasiliano. In mezzo al campo Emerson ha recuperato la solita dose industriale di palloni, Pirlo è rimasto in retrovia, Seedorf si è limitato a sbrigare faccende ordinarie, mentre Gattuso, offeso dai soliti incivili in curva, ha dovuto fare i conti con una condizione non eccellente e con le molestie di Nedved e Vieira. Kakà non ha forzato mai le sue spinte mentre Vieira si è fatto notare più per le scorrettezze che per le idee propositive.
Molti errori di esecuzione, provocati dalle miserabili condizioni del terreno di gioco, verde in superficie e grigio, di sabbia e di tristezza, appena al di sotto del ciuffo d'erba. Su queste trappole sono scivolati a turno Inzaghi e Stam (che si è infortunato proprio a causa della teppa), Nedved e Ibahimovic. A proposito dello svedese: ha avuto un avvio di grandi premesse e promesse, poi ha perduto concentrazione e palloni sciocchi, facendo innervosire i compagni, il pubblico e l'allenatore. Così che, alla ripresa del gioco, Ibrahimovic non si è presentato e Capello ha mandato in campo Del Piero, mutando ovviamente l'assetto della prima linea che è sembrata deprimersi per l'assoluta mancanza di profondità e per la serata parrocchiale di Mutu. Un tiro di Nedved ha consentito a Dida di interrompere una fase di riscaldamento che il portiere si era concesso, visto l'andazzo dell'evento per il quale una volta si usava dire «una serie di batti e ribatti».
Una fiammata improvvisa al minuto 17 ha acceso il Milan, finalmente Kakà si è ricordato dei bei tempi lasciando ai blocchi Vieira per poi mandare in corsa Inzaghi. Qui è stato reattivo Buffon che è uscito in anticipo. La fiammata ha avuto un seguito immediato, Emerson, in area bianconera, ha preso con il braccio un tiro di Nesta, De Santis non ha fischiato il rigore e poi ha ammonito il difensore rossonero per proteste. Ancelotti ha richiamato Inzaghi inserendo Gilardino ma proprio nel momento in cui il Milan stava offrendo la sensazione di poter sbloccare la partita, assediando la Juve, Gattuso ha fermato Nedved e De Santis, che già lo aveva ammonito nel primo tempo, lo ha espulso, provocando le ribellione di Ringhio, trascinato via da Costacurta. Gattuso ha lasciato il campo imprecando contro Capello e la partita da noiosa e brutta, è diventata anche isterica. Mentre Ancelotti ha cercato di ravvivare il quadro con Ambrosini al posto di Seedorf, il suo sodale bianconero non ha mosso ciglio, sicuro di sé, mai degli errori, però. Per fortuna non ci sono stati i supplementari.