«Soltanto l’Inter può battere l’Inter»

Sandreani: «Il vero avversario sono i tanti fuoriclasse da gestire e la competizione tra loro». Fascetti: «Che problemi se non vince». Simoni: «Il campionato è un obiettivo obbligato». Spalletti: «Le milanesi certo, ma occhio alla Roma». Delio Rossi: «Ma la A parte falsata»

(...) e la vera domanda diventa: è cambiato qualcosa?
Delio Rossi, allenatore della Lazio con tanta di quella comprensione e solidarietà che ci potrebbe costruire una residenza per gabbati, ha ribaltato il problema come un calzino di Moggi: l’altra faccia dei tribunali che hanno sistemato i sospesi, ha inevitabilmente creato un nuovo campionato dove l’handicap è più evidente, anzi legalizzato. «Ve lo spiego subito perché sarà un campionato falsato - spiega Rossi -. Non si parte alla pari e se non si parte alla pari significa che qualcuno dovrà fare più strada di un altro per vincere. Noi eravamo in Uefa, invece partiamo da -11. Cosa devo dire ai miei giocatori? L’anno scorso hanno fatto un’impresa, se si salveranno quest’anno la loro sarà un’impresa doppia».
Salvatore Scaglia, nuovo team manager della Roma, apre a un altro aspetto: un mercato sontuoso come quello dell’Inter, è un altro sistema per falsare i valori in campo? Il quesito è per avviliti e Scaglia non ci casca: «Credo che chiunque, avendo i mezzi di Massimo Moratti, avrebbe fatto altrettanto. I calciatori li ha pagati e anche pagati bene, nessuno gli ha regalato niente. Al limite potrei ricordare come non sia affatto la prima volta che l’Inter fa una campagna acquisti di primissima qualità. In tutta sincerità, se questo campionato parte falsato, non è certo per colpa dell’Inter».
Comunque è Inter contro tutti: 38 partite 38 vittorie?
Nessuno d’accordo, e non solo perché Seedorf ha dichiarato di non vedere un Milan morto, ma soprattutto perché 8 punti di handicap sono ritenuti facilmente colmabili: «Il Milan è abituato a certe situazioni, non mi sembra così battuto in partenza - spiega Mauro Sandreani, ex allenatore e ora commentatore televisivo -. Tutti si aspettano un grande acquisto per colmare la partenza gravissima di Shevchenko e penso che se la società saprà operare come nel passato, arriverà un grande nome per ridurre ancor più il gap iniziale. Ronaldo? Be’, dipende, se al Milan serve un’operazione di merchandising penso sia il giocatore giusto. Ma dietro a Gilardino e Inzaghi non vedo nessuno all’altezza. Meglio Torres, Ronaldo ormai è un calciatore solo per certe squadre e certe platee. E poi Ronaldo che ferma l’Inter mi sembra veramente un titolo da film estivo». Sì, ma chi la ferma?
«Di facile non c’è niente al mondo, tanto meno il campionato italiano di calcio - precisa Eugenio Fascetti -. Sono sicuro solo di una cosa: se l’Inter quest’anno non vince si ritrova in tanti di quei casini che non so dove dovrà andare Moratti. Ha fatto una campagna acquisti perfetta e ora Mancini ha un solo problema, trovare o indovinare la squadra base. Non ci sono attenuanti, neppure quello della preparazione. L’Inter sa da tempo che non avrebbe disputato i preliminari di Champions, e poi ormai si può rallentare o accelerare una preparazione».
Qualcuno comunque è riuscito a fare i nomi di Roma, Udinese e Palermo: siamo al raschio della botte? «Sono convintissimo che ci siano prima Inter e Milan. Anche se spero proprio che il campionato prenda un’altra piega - si augura Luciano Spalletti -. Non sempre chi spende di più, vince di più, io per esempio credo nella Roma. Per noi non sarà facile e non è affatto detto che inserire una punta ci dia quel vantaggio in più». Per esempio Iaquinta, anche se il ds dei friulani, Roberto Zanzi, assicura che non c’è nessuna trattativa aperta: «Né Milan, né Juventus, né Roma», dichiarazione che ha tutta l’aria di un’astona con i fiocchi. Ma è Ronaldo il nome che apre le menti: Evaristo Beccalossi e Gigi Simoni, epoche diverse ma interisti da paura, avvertono aria da grande pacco: «Loro hanno rivitalizzato prima Crespo e poi anche Vieri - dice Beccalossi -. Non c’è da stare molto tranquilli con Ronaldo». Per il vecchio allenatore dell’episodio di Ceccarini, Ronie resta comunque un’icona: «Lo rivedrei con gioia in Italia, ma non date troppe responsabilità all’Inter, non è mai giusto esagerare, anche se questo campionato è un obiettivo che non può non raggiungere». Ariedo Braida, direttore sportivo del Milan, resta calmo: «Non sempre quello che si fa in estate poi dà i suoi frutti. Noi non abbiamo paura dell’Inter e ci sentiamo ben attrezzati. Tutti si aspettano il colpo e noi speriamo di farlo. Ronaldo? Stiamo valutando».
Notato un sottile piacere in tutti nel constatare che il problema dell’Inter sarà l’abbondanza: non solo in attacco, ma anche in difesa e a centrocampo, tanti fuoriclasse da gestire e tra loro una concorrenza spietata. Il vero avversario dell’Inter sarà l’Inter e la squadra strafavorita del campionato lo vincerà se venderà i suoi assi. Non è detto che sia il più bello, o il più difficile, o il più falsato ma è sicuro che parte il campionato più strano del mondo.