«La soluzione? Un presidio fisso di polizia»

«Non mi stupisce, affatto. Eppure la soluzione c’è, ed è perfino banale». Matteo Salvini, europarlamentare della Lega e presidente della commissione Sicurezza di Palazzo Marino sospira alla notizia dell’ennesima operazione delle forze dell’ordine a Chinatown.
Quale soluzione?
«La zona Sarpi-Canonica è un problema da anni. È davvero così difficile pensare a un presidio fisso della polizia municipale, e decentrare il commercio all’ingrosso?».
Come si è arrivati a questa situazione?
«Il fenomeno è fuori controllo. E la colpa è di chi ne è a conoscenza da tempo e non ha mai fatto nulla. Penso alla prefettura, alla polizia municipale, alle istituzioni. Me la prendo con le autorità, che non sono mai intervenute in maniera incisiva».
Le imprese cinesi crescono in numero, e conquistano spazi di città.
«È un fenomeno preoccupante, se è vero come risulta dai dati della Camera di commercio che circa 2mila esercizi commerciali sono in mano a cinesi, e nell’80 per cento dei casi in cui sono sottoposti a controlli vengono riscontrate delle irregolarità. In zona Paolo Sarpi, poi, siamo al limite. Tempo sei mesi e Chinatown diventerà proprietà dei cinesi».
A chi giova questa situazione?
«Di certo alla criminalità organizzata, alla mafia italiana e quella cinese. Ma così siamo al caos. Insisto, per quale motivo il Comune non ha aperto un presidio di polizia municipale. Cosa ci vuole a mettere dieci vigili fissi in zona Paolo Sarpi?».
I residenti non sanno più come protestare.
«Sono il primo a trovarmi in imbarazzo. Avevo ricevuto dal sindaco garanzie che non sono state rispettate. Gli abitanti del quartiere sono fin troppo civili e democratici nelle loro proteste. Fossi al loro posto, non sarei tanto moderato».