Somalia, blitz su yacht ucciso uno degli ostaggi

La vittima è skipper del &quot;Tanit&quot;, sullo yacht con moglie, figlio di 3 anni e una coppia di amici. Non è chiaro se è stato colpito dai pirati o dai militari francesi<br />

Nairobi - La partita si fa dura in Somalia e nel Golfo di Aden tra i pirati e la comunità internazionale, impegnata in un pattugliamento che mostra non pochi punti deboli. Alla drammatica situazione del capitano di vascello americano Richard Phillips nelle mani di quattro pirati alla deriva su una scialuppa guardata a vista da un incrociatore, si é aggiunto in serata un blitz francese per liberare 5 passeggeri di uno yacht sequestrato: quattro sono stati tratti in salvo, uno è morto durante l'operazione: è il proprietario dello yacht su cui si trivavano la moglie, il figlio di tre anni e una coppia di amici.

Il presidente Sarkozy ha voluto mostrare i muscoli cogliendo di sorpresa pirati e americani. "Non cediamo ai ricatti", ha detto con enfasi rendendo omaggio al "coraggio dei militari" impegnati nell'operazione di salvataggio degli ostaggi, tra i quali un bambino. Lo yacht a vela di soli 12 metri, il Tanit, su cui navigavano alquanto temerariamente (incuranti anche degli avvertimenti rivolti loro dalle navi di pattuglia) era stato sequestrato sabato e ormeggiato in un porto somalo. C'era stato qualche tentativo di negoziato ma - ha spiegato l'Eliseo - era prevalso un clima di minaccia che ha indotto ad agire.

Giallo sull'uccisione Lo skipper rimasto ucciso nell'incursione, proprietario del veliero, non è chiaro se sia morto per il fuoco delle forze speciali francesi o dei sequestratori. Dettagli sulla morte di Florent Lemacon, psono emersi in questi termini in una conferenza stampa tenuta in serata dal ministro della Difesa francese, Hervé Morin, e dal Capo di Stato maggiore delle Forze armate, il generale Jean-Louis Georgelin. Il generale ha annunciato che è stata un'avviata un'inchiesta per stabilire come sia morto Lemacon, colpito durante lo scontro a fuoco avvenuto con i sequestratori mentre le forze di elite francesi scendevano sottocoperta. "Tre pirati avvistati sul ponte sono stati neutralizzati" da tiratori scelti, ha riferito Georgelin: "due sono stati uccisi subito, il terzo è caduto in acqua". I commando, ha precisato il capo di Stato maggiore, hanno "messo in sicurezza" due ostaggi che erano tenuti a prua e due, tra cui il bambino, a poppa. 

Il capitano americano Quanto al capitano Phillips, ha perfino cercato di scappare a nuoto, ma è stato riacciuffato dai suoi sequestratori, che si trovano in una scialuppa rimasta senza benzina presa dalla Maersk Alabama - di proprietà danese e battente bandiera statunitense - abbordata l'altro ieri e poi tornata sotto il controllo del suo equipaggio. Sulla scialuppa incombe l'incrociatore lancia-missili Usa Bainbridge e nella zona è stata inviata anche la fregata Halyburton, che è dotata di elicotteri. Ma per il momento, ad onta dell'enorme dispiegamento di forze, la marina americana sta a guardare, lasciando ai pirati spazio per ulteriori inattese iniziative. Un portavoce della filibusta, dal porto somalo di Haradheere ha annunciato che alcuni pirati a bordo di una nave tedesca catturata in precedenza stanno portando aiuto ai loro compagni che hanno in ostaggio il capitano. "Sapendo come ragionano gli americani e che non distruggeranno la nave tedesca né vorranno uccidere il suo equipaggio (é formato da stranieri), i pirati sperano di potere raggiungere i loro compagni sulla scialuppa", ha detto il portavoce. E' stata anche annunciata l'entità del riscatto chiesto per il capitano: 2 milioni di dollari. I pirati insomma insistono, malgrado apparentemente la situazione non dovrebbe indurli a ostentare sicurezza. Si sono dichiarati disposti a combattere ("non abbiamo paura degli americani") se qualcuno tenterà di liberare il prigioniero.

Ma intanto negoziano La trattativa vera - si apprende da fonti di intelligence - è condotta con alcuni esponenti dei pirati che sono ad Eyl, porto del Puntland, regione semiatonoma nel nord ovest della Somalia, considerato la 'Tortuga' della filibusta somala. La salvezza del capitano Phillips resta infatti la priorità per gli Usa, come è stato oggi ribadito dal Pentagono. Pesa però l'evidenza che in nessun modo potrà essere consentito che il prigioniero sia trasportato, magari sulla nave tedesca, in Somalia, dove potrebbe divenire ostaggio di gruppi integralisti islamici, magari legati ad al Qaida. Una prova di forza americana è quindi sempre possibile. E intanto i pirati mostrano di essere ragionevoli se si è disposti a pagare. Hanno infatti liberato la motonave norvegese Bow Asir sequestrata a fine marzo. E' bastato all'armatore pagare il 'modesto' riscatto di 2,4 milioni di dollari.