Somalia, via alla forza europea contro i pirati

L’Europa si mobilita contro gli arrembaggi e le scorrerie dei pirati che infestano i mari dell’Asia e dell’Africa, e in particolare quelli della Somalia. I ministri della Difesa della Ue, riuniti ieri a Deauville, in Normandia, hanno dato il via libera a una missione della difesa europea contro il fenomeno della pirateria. A pattugliare il golfo di Aden, tra la Somalia e lo Yemen, diventato il cuore della pirateria mondiale con oltre 30 navi sequestrate nei primi nove mesi del 2008, per ora ci sono la Spagna (con un aereo e 90 militari), la Francia, mezzi della Nato e della Gran Bretagna. A definire i dettagli della nuova operazione di difesa sarà la prossima riunione dei ministri Esteri e Difesa, il 10 novembre. Già oggi - ha riferito il ministro francese Hervé Morin - una decina di Paesi hanno annunciato la disponibilità a sostenere la missione con mezzi e uomini. Oltre a Spagna, Francia e Germania, anche Belgio, Svezia, Lituania, Cipro e Olanda. In Somalia è sempre alla fonda a 500 chilometri a nord di Mogadiscio la nave ucraina «Faina», piena di armi - tra cui 33 tank T-72 - e munizioni, sequestrata da pirati giovedì scorso, e controllata a vista da almeno tre navi da guerra Usa. L’impressione prevalente è che abbia preso corpo una trattativa concreta. Per una missione che si annuncia, un’altra giunge al termine: si tratta di quella in Bosnia, che impegna 2.500 soldati europei. «C’è consenso sulla necessità di trasformarla in missione civile, in quanto si considera che l’operazione militare ha raggiunto il proprio mandato», ha detto Morin. Transizione in vista anche per la missione in Ciad, la più grande della difesa europea con oltre 3.500 uomini a proteggere i profughi del Darfur. Il 15 marzo, i soldati europei saranno rimpiazzati dai Caschi blu delle Nazioni Unite.