Somalia I pirati sequestrano una superpetroliera saudita

Una superpetroliera saudita che trasporta due milioni di barili di petrolio, valore di mercato oltre 100 milioni di dollari, è stata sequestrata da pirati somali nelle acque dell’oceano Indiano. Ora sta navigando verso la Somalia. Un salto di qualità notevole per questo tipo di attacchi: innanzitutto per le dimensioni della nave catturata, gigantesche; quindi per l’enorme importanza economica del carico trasportato; infine per il luogo in cui è avvenuta l’operazione: 450 miglia nautiche (oltre 800 km) a sud-est di Mombasa (Kenya), a quanto ha reso noto un portavoce della quinta flotta Usa di stanza nel Bahrein. Lo stesso che ha poi comunicato che il supertanker si sta avvicinando al porto di Eyl, in Puntland, (regione semiautonoma del nord-est della Somalia) rifugio storico della pirateria somala. La petroliera stava navigando verso il Sudafrica per poi doppiare il Capo di Buona Speranza e di lì dirigersi verso la sua meta, negli Stati Uniti. Un giro enorme e costoso, lasciando da parte la strada breve del canale di Suez, pur di evitare le pericolosissime acque somale e del golfo di Aden. Proprio oggi un importante armatore norvegese aveva dichiarato che le sue navi avrebbero scelto quel percorso per ragioni di sicurezza. Ma se i pirati arrivano fin lì, il senso della decisione salta. Almeno 83 navi sono state sequestrate dai pirati quest’anno nel golfo di Aden e in acque somale.