Somalia: Prodi attacca Bush Nuovo strappo Roma-Washington

Dopo D'Alema, anche il presidente del Consiglio torna a criticare Bush per i raid, si allarga ancora il solco tra Italia e Usa sulla guerra al terrorismo. Fini attacca: &quot;Parole poco prudenti&quot;. Membri di al Qaida <a href="/a.pic1?ID=148333">scampati agli attacchi</a>

Roma - L' intervento americano in Somalia con raid aerei "non ci voleva", perché "noi siamo per una politica multilaterale" mentre quella Usa "è un'azione unilaterale". Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi, che si è detto molto preoccupato. Prodi è stato intervistato ieri da France 24, la rete francese all news, che oggi ha diffuso un primo passaggio dell'intervista. "Si moltiplicano i problemi con i paesi, Medio-Oriente, Iraq, Libano ed oggi la Somalia – ha spiegato il premier - mentre è il momento di prendere decisioni concertate e multilaterali. George Bush dovrebbe trarre migliori lezioni dal rapporto Baker".

Il premier consuma così nuovo strappo fra Roma e Washington, che quello anticipato dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema che aveva provocato la secca risposta degli Stati Uniti: "Nel mirino ci sono uomini che hanno attaccato l'America o i nostri amici e alleati. Non solo. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Sean McCormack ha ammonito Italia e Ue, ricordando che nella lotta al terrorismo bisogna saper fare "scelte difficili". Il solco fra Usa e governo italiano si approfondisce, tanto che la Rice ha inviato a Roma Daniel Fried, diplomatico di lungo corso, proprio per trattare i delicati aspetti della questione somala e quello delle basi militari.

Fini contro il premier «Una maggiore prudenza da parte del nostro governo sarebbe stata opportuna. Va ricordato che l'intervento statunitense è stato richiesto dal governo somalo». Così Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale, ed ex ministro degli Esteri commenta le critiche espresse da Prodi e dalla Farnesina in merito all'attacco Usa in Somalia.