Il sommergibile sfratta gli abusivi dalla Darsena

L’arrivo del Sauro trasformerà questo tratto di porto in un museo a cielo aperto

Il sommergibile della Marina militare italiana Nazario Sauro sfratta barche e pescatori abusivi dalla Darsena.
Lo ha annunciato ieri mattina Maria Paola Profumo, presidente dei Musei del mare genovesi, durante la presentazione del progetto «Open air harbour museum» che vedrà, nel giro di un anno, la trasformazione dello spazio antistante il Galata in una grande esposizione all'aperto con punto di forza il sottomarino. Lo scafo galleggiante, lungo 64 metri, potrà essere visitato in acqua e sarà ormeggiato lungo i cento metri di calata Cembalo, mentre, nei 150 metri del lato nord, a calata Venturini, saranno posizionate le imbarcazioni in regola, come i pescherecci, le barche da visitare come lo «Swan fan Makkum Italy» donato da Carlo Croce presidente dello Yacht club italiano, una serie di installazioni storiche, attrezzature e ricostruzioni sul tema della navigazione. Lungo i sessanta metri di calata De Mari, antistanti l'ingresso del Galata, saranno collocati una serie di pannelli informativi e altro materiale, anche interattivo, per il pubblico.
«Il sommergibile Nazario Sauro - spiega Profumo - si trova ancora a Spezia. Grazie alla disponibilità della Marina militare italiana siamo riusciti a ottenere, con una conferenza di servizi, il battello per la mostra permanente alla Darsena. È la prima volta in Italia che verrà realizzato un simile progetto anche perché il sottomarino è forse l'unico a essere visitabile all'ormeggio. Naturalmente occorrono i lavori di ristrutturazione e di maquillage per renderlo accessibile al pubblico. Le opere saranno realizzate a Genova e, nel giro di qualche mese, dopo una prima ristrutturazione a La Spezia, avremo a disposizione il Nazario Sauro per renderlo idoneo all'attività mussale e riempirlo di tutti i pannelli informativi e modelli di interazione così da renderlo un'attrazione di primo livello come l'Acquario. Il posizionamento del sottomarino comporterà uno spostamento di alcune attività presenti alla Darsena. Gli abusivi totali dovranno andarsene via. Chi è è in regola avrà l'opportunità di rimanere, ma collaborando con il museo. Avrà quindi un ritorno dal punto di vista dell'immagine».
In sostanza «Sailor's center Colano subacquea Sepomar», i pescatori dell'associazione locale che dovrà riunirli tutti in un unico ente, rimarranno in Darsena, ma anche col compito, oltre che occuparsi del profitto aziendale, di divulgazione delle loro attività per i visitatori del Museo del mare. Lunedì ci sarà un incontro con la presentazione del protocollo d'intesa, fra Comune, responsabili del Muma e Autorità portuale, per definire i termini del passaggio della gestione della Darsena all'ente mussale. Quindi si penserà a reperire i fondi necessari per la ristrutturazione degli spazi. Maria Paola Profumo ha detto anche che si aspettano i due milioni e mezzo di euro delle Colombiane sbloccati dalla finanziaria. Il finanziamento passerà per il ministero delle Infrastrutture guidato da Di Pietro che la prossima settimana sarà a Genova e verrà a visitare anche l'area del Galata. Al progetto del parco tematico portuale all'aperto partecipa anche la direzione regionale per i Beni Culturali della Liguria.
«Sono mesi che stiamo tentando di collegare l'Expo con il Galata - ha inoltre spiegato Nicola Costa, presidente di Costaedutainment - con un trenino. Purtroppo per una trentina di metri non riusciamo a trovare una soluzione che risolva il problema del codice della strada proprio tra la Darsena e l'Expo. Insisteremo per realizzare l'iniziativa che porterebbe a un collegamento facile l'area dell'Acquario con il polo espositivo del Galata e dell'open air museum in Darsena che vogliamo realizzare per fare diventare Genova uno dei grandi Musei del mare a livello internazionale».