Sondaggi L’inchiesta fa male all’ex pm: gradimento giù del 3%

Roma. Le questioni giudiziarie cominciano a intaccare la popolarità di Antonio Di Pietro e dell’Italia dei Valori. Lo rivela un sondaggio Ipsos effettuato tra il 3 e il 10 gennaio e destinato ai partiti politici a rivelarlo. Il gradimento del leader dell’Idv è in calo al 41,2% rispetto al 44% di ottobre. L’ex pm si piazza al quarto posto dietro Silvio Berlusconi (52,6%) e un sorprendente Pier Ferdinando Casini (46,7%) che ha scalzato dalla seconda piazza Walter Veltroni (45,4%), alle prese con la balcanizzazione di un Pd «frantumato» dalla questione morale.
Certo, la percezione degli elettori del coinvolgimento dell’Italia dei Valori nel caso-Mautone non è ancora chiara e distinta e sicuramente la prossima rilevazione fornirà un quadro più preciso, ma è certo che il partito di Di Pietro sembra aver segnato una battuta d’arresto nella crescita dei consensi. Lo testimoniano anche le interviste sulle intenzioni di voto: il 10% degli italiani è pronto a votare Idv, con un calo di un punto percentuale circa rispetto all’11% del sondaggio precedente. Questa flessione fa meno notizia del Pd precipitato al 25,2%, ma è pur sempre significativa, considerate le dimensioni della formazione. Anche se l’Idv continua a catalizzare il voto degli scontenti di un Pd in disarmo profittando delle divisioni interne dei democratici. Dall’altra parte si registra la stabilità del Pdl (37,5%) e il massimo storico della Lega all’11 per cento.
Forse il giudizio più pesante è quello qualitativo. Il sondaggio Ipsos presentato martedì sera a «Ballarò» ha evidenziato che il 15% degli italiani ritiene che Berlusconi e Casini possano presentarsi come paladini della questione morale e solo il 12% considera Veltroni e Di Pietro difensori del civismo. Insomma, gli acerrimi nemici di Tonino: il Cavaliere e l’ultimo portabandiera della tradizione dc sono ritenuti più legittimati a parlare di questione morale rispetto a un ex magistrato, leader di una formazione toccata dalle inchieste. A questo punto non sorprende che personaggi senza un ruolo istituzionale definito come Luca Cordero di Montezemolo e Pier Luigi Bersani risultino più simpatici agli italiani rispetto al giustizialista di Montenero di Bisaccia.