Sondaggio: alle banche il 35% degli italiani preferisce il materasso

È quanto emerge da un'indagine dell’istituto Demoskopea per il<em> Giornale</em>, che ha fotografato lo stato d’animo dell’Italia verso la crisi della finanza mondiale. E il 47% dice che è peggiorata la propria fiducia verso le banche. Tutti i risultati del sondaggio sul <em>Giornale</em> in edicola oggi

Milano - Non si addice certo al «popolo di risparmiatori» aspettare inerme che la mazzata della crisi finanziaria mondiale affossi anche il bilancio domestico. Infatti dopo diverse notti insonni passate scartabellando tra estratti conti, indici di borsa e prospetti di investimento, l’italiano ha deciso: meglio riaffidarsi al buon vecchio materasso, antesignano delle cassette di sicurezza e rifugio sicuro, oltre che per il corpo stanco, anche per i quattrini.

È quanto emerge da una ricerca svolta dall’istituto Demoskopea per Il Giornale, indagine che ha fotografato lo stato d’animo a caldo dell’Italia verso la difficile situazione della finanza mondiale. Se si tratta di una risposta «di protesta» - difficile immaginare realisticamente che più di un terzo dei nostri 56 milioni di connazionali esca a breve dal circuito bancario - solo il tempo potrà dirlo. Certo è che al momento il salvadanaio sotto il guanciale sembra un «investimento» più sicuro che un conto corrente: 35% contro il 20% delle preferenze.

E il restante 45%? Ovviamente ha scelto di investire nel mattone, caposaldo storico della finanza familiare e rifugio sicuro in tempi bui. «La casa mica te la possono portare via, no?». Chissà. In effetti a molti è già successo, visto che la crisi in atto è stata scatenata proprio dal collasso del mercato immobiliare statunitense. Ma tant’è; non basta certo un dieci per cento in meno sugli indici azionari a far crollare i pilastri della gestione del capitale fai da te. È invece più che sufficiente per affossare la fiducia verso le banche: se la metà esatta degli intervistati ha dichiarato di non avere cambiato il livello di fiducia riposto nell’istituzione bancaria, ben il 47% ha invece peggiorato la propria opinione verso sportelli e cedole.

Resta da capire da dove spunta quel 3% che ora si dice più fiducioso verso le banche. Delle due l’una: o in Italia la percentuale di bastiancontrari, da sempre ragguardevole, è ultimamente aumentata, o per una bizzarra combinazione i sondaggisti hanno intervistato ogni singolo manager di Unicredit.