Sondaggio-choc per il Pd: in Emilia vola la Lega

da Roma

Dopo il terremoto delle elezioni politiche 2008 che ha spazzato via falci, martelli e leader politici, sembra che nemmeno i colori siano più gli stessi. L’Emilia Romagna, per esempio. Era rossa e ora si tinteggia di verde. Verde Lega, che secondo un sondaggio commissionato nientemeno che dal Pd, a Reggio Emilia sta volando sopra il 12%.
Ma nella roccaforte storica del comunismo sta avvenendo qualcosa di ben più radicale, che non si limita a una passione sempre più intensa per le battaglie del Carroccio: un cambiamento sotterraneo che le ultime elezioni avevano indicato nel suo inizio e che ora starebbe venendo a galla con un effetto deflagrante per i partiti di sinistra. Per la prima volta il Pd scende sotto la soglia di sicurezza del 50% secondo i sondaggi interni. Se a questo si uniscono altri numeri su una fiducia in calo nei confronti del presidente della Provincia reggiana, con l’insoddisfazione per la qualità della vita di un cittadino su due, e se si tiene conto che tra appena otto mesi gli abitanti di Reggio sono chiamati alle urne per votare il nuovo sindaco, ecco che il ribaltone del millennio per quella Provincia rossa ormai rosso-verde inizia a essere una possibilità, paventata dal Pd, accarezzata dalla Lega, e quindi da tutto il centrodestra. Secondo un sondaggio Ipsos commissionato dal Partito democratico, la forza di Veltroni avrebbe perso rispetto alle politiche (già non lusinghiere) quasi altri tre punti di consenso, e ora sarebbe ferma al 47,9%.
Cosa sta accadendo a Reggio Emilia? «Questo è un sondaggio di luglio - spiega al Giornale Angelo Alessandri, deputato emiliano della Lega -, ma è stato reso noto dal Pd soltanto adesso: tre punti persi ad appena tre mesi dalle elezioni, quando già i consensi erano precipitati dal 65 al 50. Sarebbe interessante vedere un sondaggio di questi giorni: a mio avviso sarebbero ancora più giù».
E la Lega più su? Alessandri per ora è l’unico sfidante sindaco del centrodestra e conta di mettere in piedi a Reggio Emilia un’alleanza con Lega, Pdl e «una o due liste civiche», una delle quali per catturare «i delusi di sinistra» e dunque formata da personalità «della società civile». Già alle scorse elezioni politiche la Lega aveva conquistato proprio una parte delle fasce operaie strappandole alla sinistra, e questa scoperta delle battaglie padane nelle fabbriche sembra sia ancora in corso: «Gli operai ci dicono: noi non votiamo rispetto a quello che ci dice la Cgil», dice Alessandri. Un tempo la gente qui «votava per ideologia», ora in base alle risposte che le forze politiche sono in grado di dare: «Calcolando che difficilmente la coalizione di centrosinistra potrà mettere insieme Rifondazione e Di Pietro, sarà difficile per loro arrivare al 50%. Potremmo sfidarli al ballottaggio, un evento storico se pensiamo che Reggio era la Bulgaria d’Italia e poi...». E poi «se ne vedranno delle belle».
Secondo il sondaggio del Pd che fa paura al partito di Veltroni, la Lega, che già era stata premiata con l’8,5% al proporzionale nella provincia di Reggio Emilia, è salita ora al 12,5% (e dal 7,5 al 10,7 a livello comunale). Il Pdl perde, ma meno del Pd (dal 23,7 al 21,3 in Provincia, mentre scende di un punto a Reggio Emilia città). Il Partito democratico è sotto il 50% (48,1) anche in città. Un cittadino su tre della provincia «non sa» inoltre esprimersi sull’operato della presidente Sonia Masini, che ferma quindi il suo gradimento al 52% (aveva vinto con il 67% quattro anni fa), mentre per il 53% degli intervistati la situazione nella provincia «è peggiorata» negli ultimi anni.
Al Comune, secondo il sondaggio commissionato dal Pd, il 60% dei cittadini giudica l’operato del sindaco Graziano Delrio positivo, ma per il 47%, ossia quasi un reggiano su due, la qualità della vita in città «è peggiorata».