Sondaggio: l’Udc da sola si ferma al 2,9 per cento

Nove punti di distacco tra Pdl e Pd, boom di Lega e Di Pietro. Sorpresa Circoli della Libertà: 1,4%. "Perdono i partiti più ribaltonisti"

Milano - Che risultato otterrà l’Udc correndo da solo e rifiutando l’invito di Silvio Berlusconi a confluire nel Popolo della libertà? È la domanda che si stanno facendo in queste ore i vertici del Pdl e dell’Udc, mentre le diplomazie sono ancora all’opera per trovare un ultimo spiraglio di intesa. E le risposte in questo momento, al di là delle valutazioni puramente politiche sull’identità da difendere e sul bipolarismo da consolidare, sono fatte di sondaggi. Quello prodotto per il Giornale dall’istituto Fn&G Ricerche disegna per i centristi di Casini uno scenario poco ottimistico, nell’ipotesi che l’Udc scelga definitivamente la via solitaria per le prossime elezioni. Secondo il sondaggio condotto su un campione rappresentativo di 1200 casi, il partito di Pier Ferdinando Casini si assesterebbe nelle intenzioni di voto al 2,9%, un risultato solo di poco superiore a una nuova formazione come la Destra di Storace (2,7%) e che confrontato con il 6,6% ottenuto nel 2006 rappresenterebbe uno dei cali più vistosi tra tutti i partiti.

Un valore che per giunta modificherebbe di poco il vantaggio di circa 10 punti già accumulato dal Pdl rispetto al Pd di Veltroni. Sempre nel sondaggio dell’istituto di Ferrari Nasi e Grisantelli il nuovo grande partito del centrodestra - insieme ai piccoli partiti destinati a confluire nel Pdl - raggiungerebbe infatti il 41%, mentre il Partito democratico resta fermo al 32%. L’incognita, nella sfida tra i due big, è semmai rappresentata dall’Italia dei valori di Antonio Di Pietro, che si è abilmente mosso in termini mediatici nei mesi di agonia del governo Prodi e che ora può contare su sondaggi che lo proiettano addirittura al 6,5%. «In tutte le rilevazioni dell’ultimo anno - spiega il direttore dell’istituto, Arnaldo Ferrari Nasi -, il dato dell’Udc oscilla tra il 2% e il 4%. Contando che Casini ha perso alcuni nomi importanti come Tabacci, Baccini e Giovanardi, può essere normale che, pur rimanendo fuori dal Pdl, non sia cresciuto come ad esempio lo ha fatto la Lega o anche La Destra».

La rilevazione dell’istituto registra anche la crescita della Lega Nord federata con il Pdl, che a livello nazionale otterrebbe un ottimo 7,0%. I piccoli partiti nell’orbita del Pdl rappresentano l’1,6%, così come i piccoli che guardano al Pd non pesano più del 2,2%. Il terzo grande partito, cioè Sinistra arcobaleno, combatte invece già la sua battaglia di opposizione con un 4,1%.
Il risultato del sondaggio concorda con quello di un’altra ricerca condotta parallelamente sempre dallo stesso istituto. Nella seconda rilevazione Fn&G ha tuttavia seguito una procedura diversa, prendendo come scenario di riferimento quello tradizionale dei «vecchi» partiti, senza cioè porre il problema di eventuali fusioni o federazioni con Pd e Pdl. Ebbene, anche in questa forma la sostanza non cambia. Nelle preferenze per uno dei partiti tradizionali l’Udc non va oltre il 3,1%, mentre nel medesimo scenario Forza Italia e An superano leggermente il risultato ottenuto dal Pdl, vale a dire rispettivamente 29,9% e 12,4% (42,3% sommati). Questo significa che solo pochissimi, segnatamente dentro Alleanza nazionale, non seguono la scelta di fondersi in un solo partito. Il dato più inaspettato riguarda invece i Circoli della libertà, movimento collegato al Pdl che pur non essendo un partito guadagna l’1,4% di risposte spontanee da parte degli intervistati.

Il sondaggio sui partiti registra il tracollo delle formazioni percepite come più «disturbatrici», che vengono punite dagli elettori con un calo vistoso dei consensi. Appunto l’Udc nel centrodestra, ma anche nel centrosinistra un partito come l’Udeur, protagonista del «ribaltone» che ha affossato la maggioranza, crolla allo 0,8%, Rifondazione al 2,2%, i Verdi sotto l’1%, il Pdci all’1,7 e Sinistra democratica allo 0,3%.

Sul distacco tra Pdl e Pd i maggiori istituti di sondaggi sono sostanzialmente concordi. Oltre undici punti di vantaggio per il Pdl secondo la rilevazione commissionata a Consortium da SkyTg24, nove punti nella rilevazione Swg, sette punti nel sondaggio Ispo.