Sondaggio: Pdl e Lega Boom tra gli operai

Un sondaggio per il &quot;Sole-24 Ore&quot; tasta il polso agli italiani a un mese dalle Europee. Popolo della libertà al 40%, Lega al 10%. Il Pd crolla al 26%. <strong><a href="/a.pic1?ID=348333">L'ex ministro Damiano</a></strong>: &quot;Paghiamo la delusione del Prodi-bis&quot;

Roma - Il Pdl e la Lega Nord, insieme, hanno la maggioranza assoluta dei consensi degli italiani. Un sondaggio Ipsos su un campione di 5mila elettori, pubblicato ieri dal Sole-24 ore, ha confermato una tendenza già evidenziata dalle ultime rilevazioni statistiche. Ma a un mese dalle elezioni europee il dato che colpisce maggiormente è un altro: nelle intenzioni di voto delle classi sociali più deboli (operai e disoccupati) il centrodestra ha «doppiato» il partito guidato da Dario Franceschini.
Come la Dc Il Pdl riscuote il 40% dei consensi. Se i dati fossero confermati dalle urne, per la prima volta dalle politiche del 1958 una formazione raggiungerebbe quota 40 per cento. E, insieme con l’alleato per eccellenza (il 10,3% accreditato alla Lega Nord), l’area di governo si appresta a essere maggioranza assoluta anche tra gli elettori dopo solo un anno dall’insediamento a Palazzo Chigi (alle politiche 2008 Carroccio e Pdl ottennero il 45,6%). Il Pd registra invece un arretramento al 26,2% dal 33,2 di un anno fa. Voti in libera uscita verso Idv salito al 9% dal 4,4 e verso l’Udc (dal 5,6 al 6%). Prc e Sinistra e libertà sono accreditati rispettivamente del 3,5 e del 2,5%, lontani dal quorum ma in ripresa (nel 2008 le sinistre erano al 4,2%).
Cipputi vota a destra Il 58,2% degli operai esecutivi ha dichiarato di voler votare per il centrodestra. In particolare il 43,4% ha optato per il Pdl (31,6% nel 2008), circa il doppio di quelli che hanno scelto il Pd (22,4% contro il 28,3% registrato alla vigilia delle precedenti consultazioni). Tra gli appartenenti a questa categoria sono di più coloro che intendono votare Idv rispetto a quelli orientati verso le formazioni di sinistra. Idem tra i disoccupati: il Pdl, pur calando leggermente (dal 43,1 al 39,8%) ha venti punti in più del Pd, sceso dal 28,4% al 19,3.
Professionisti e autonomi Si tratta di due fasce sociali tradizionalmente orientate verso il centrodestra. Ma se nel 2008 Veltroni aveva convinto il 33,4% dei professionisti, attualmente solo il 17,4% rivoterebbe Pd contro il 42,9% del Pdl. Tra gli autonomi il 57,2% del partito di Berlusconi sovrasta il 15,1% dei democratici. Ai quali rimane solo il primato tra studenti e impiegati/insegnanti dopo aver perso anche quello tra i pensionati.
Di Pietro e i laureati Il Popolo della libertà è il primo partito tra i diplomati (36,1%), tra i titolari di licenza media (43,4%) e tra quelli con la licenza elementare (43,9%). Aumentano i consensi fra i laureati (dal 24,8 al 27,2%), ma in questo caso il primato spetta al Pd con il 28,2%, circa il 15% dell’anno scorso. In questo caso la maggior parte dei consensi perduti se l’è aggiudicata Antonio Di Pietro, passato dal 5,9 al 15,1% delle intenzioni di voto. Considerando le fasce di età delle popolazione, il Pdl va meglio del dato nazionale tra i cittadini tra i 30 e i 45 anni (43,2%) e tra gli over 60 (41,8%). Il 42,6% delle donne italiane infine voterebbe Pdl a fronte del 37,2% degli uomini.
Partiti e società Includendo anche l’Udc e la Destra nell’area di prossimità del governo si ottiene un risultato senza precedenti: il 57,4% degli italiani voterebbe per il centrodestra. Nelle elezioni «spartiacque» del ’48 Dc, liberali e monarchici ottennero solo il 55,1%. Ma se De Gasperi e Fanfani erano rappresentanti di un’Italia moderata, borghese e contadina, il Pdl ottiene consensi anche nel bacino che un tempo era del Pci. Al suo erede, il Pd, è rimasto solo il predominio nelle Regioni tradizionalmente «rosse» e in alcune categorie come studenti, impiegati e insegnanti. Tutto il resto dell’Italia non lo ascolta.