Sondaggio: sei italiani su dieci chiedono il voto

Per il 64% il premier non riesce più a governare. Quattro su dieci: si sciolgano le Camere. Nuovo esecutivo? Solo con le larghe intese

Milano - Tutti a casa che è meglio. La stragrande maggioranza degli italiani ha capito da tempo che il governo Prodi naviga a vista e rischia il naufragio in ogni momento. Quasi sette su dieci ritengono che il Professore ormai è paralizzato a causa delle quotidiane tensioni all’interno della maggioranza. Un giorno tocca a Dini protestare, un altro a Mastella dissentire, un altro ancora a Giordano o Pecoraro Scanio o Di Pietro minacciare la crisi. Risultato: quattro cittadini su dieci, la maggioranza relativa degli intervistati, chiedono lo scioglimento di questo Parlamento e il ritorno immediato alle urne. Il sondaggio effettuato per il Giornale dalla "Ferrari Nasi & Grisantelli" è dello scorso 15 novembre: l’immediata vigilia del via libera in Senato, per il rotto della cuffia, della legge Finanziaria.

E Lamberto Dini è sembrato essere in sintonia con lo sconforto che serpeggia nel Paese. A Palazzo Madama, prima del suo sofferto sì, aveva avvertito: «Votiamo la manovra per senso di responsabilità, ma questo esecutivo non appare adatto a realizzare le politiche necessarie per invertire la tendenza al declino economico e civile dell’Italia». Parole che hanno decretato, se non la morte politica, quantomeno il coma profondo del governo. Ma ecco cosa ne pensavano gli italiani solo 24 ore prima del de profundis di Dini. Il 64% degli intervistati ha dichiarato che Prodi «non riesce più a governare in maniera compiuta a causa delle troppe tensioni all’interno della maggioranza».

Meno di tre su dieci (un misero 25,7%) s’è detto soddisfatto dell’azione di Romano. Inevitabile la domanda sul che fare dopo un possibile ko dell’esecutivo. Anche in questo caso la maggioranza dei cittadini s’è dichiarata sulla stessa lunghezza d’onda di Forza Italia, che proprio ieri annunciava gli otto milioni di firme per sfrattare il presidente del Consiglio. Per il 39,5% (quasi quattro su dieci) «Se il governo dovesse cadere bisognerebbe sciogliere le Camere e andare al più presto a nuove elezioni». Niente inciuci né aperture al dialogo, quindi. Solo il 18,1% fa il tifo per «un governo transitorio che faccia la legge elettorale e sbrighi le questioni più urgenti e andare a nuove elezioni appena possibile».

Ancora in meno (il 14,2%) credono a un nuovo governo Prodi appoggiato dalla stessa maggioranza. Poco più di uno su dieci (l’11,8%) auspica «un governo di unità nazionale che cerchi di andare avanti con la legislatura», mentre appena il 7,1% vuole che «continui la legislatura con l’attuale maggioranza ma con un altro governo». Qualora, inoltre, venisse scelta «la formula del governo transitorio per cercare di sbrigare le questioni urgenti e fare la legge elettorale», la stragrande maggioranza degli italiani (il 59,3%) pretende che questo sia «un governo di unità nazionale che cerchi di coinvolgere anche le forze dell’opposizione». Pochi, soltanto il 22,2%, chiedono invece che l’esecutivo «rappresenti al meglio l’attuale maggioranza di centrosinistra». Un avviso di sfratto a tutta l’Unione.