Il sondaggio Swg e quella verità che spaventa i Ds

Ieri Roberto Weber, presidente della società demoscopica Swg, ha diffuso alle agenzie di stampa la seguente nota: «Il Giornale di oggi pubblica notizie false, senza alcun fondamento, dati che non corrispondono a quanto rilevato dal nostro istituto. Alla fine di gennaio abbiano terminato una ricerca molto seria basata su un campione assai ampio di 14mila unità. Se è vero che da dicembre a gennaio la forbice tra i due poli si è leggermente ridotta, non è assolutamente vero, come sostenuto nell’articolo, che in alcune regioni fondamentali per il premio di maggioranza al Senato ci sia stato alcun sorpasso della Casa delle libertà, penso al Piemonte. Anzi è vero il contrario: tra le quattro regioni considerate strategiche per il risultato finale, ovvero Friuli, Puglia, Lazio e appunto Piemonte, quest'ultima è quella che dà ormai un dato direi consolidato a favore dell’Unione. Viceversa lo scarto rimane piccolo ma invariato in Friuli, altrettanto stabile in Puglia, mentre s’è ridotto per un recupero della Cdl nel solo Lazio. Infine l’andamento generale delle rilevazioni di queste settimane appare sempre più vicino a quello che riscontrammo all’epoca delle ultime regionali».

Risponde l’autore dell’articolo
Preso atto della smentita del presidente della Swg e di quella successiva del segretario dei Ds Piero Fassino, dobbiamo confermare quanto scritto ieri. Nell’ultima settimana, infatti, è arrivato ai vertici del partito un sondaggio della Swg che vede l’Unione in svantaggio di quattro seggi a Palazzo Madama per effetto della nuova legge elettorale che prevede premi di maggioranza «regionali» per il Senato. Il sondaggio, peraltro, è stato oggetto di dibattito tra i dirigenti del partito, fino a uscire dalla ristretta cerchia della segreteria e passare nelle mani di qualche autorevole amministratore locale. E oltre al «sorpasso» della Cdl in Piemonte di cui si è detto ieri, dalla rilevazione risulta pure una situazione di estremo equilibrio (che al Botteghino definiscono «preoccupante») in Friuli-Venezia Giulia.
Tanto ci risulta, tanto abbiamo scritto. Senza alcun intento di fare «pubblicità ingannevole», come qualcuno polemicamente sostiene. Nella titolazione di ieri, infatti, nessuno ha taciuto il fatto che l’Unione è in «vantaggio di 4,5 punti percentuali». E il fatto che il Senato sia a rischio di impasse è cosa di cui dibattono da mesi politologi, editorialisti e, soprattutto, leader politici dell’uno e dell’altro schieramento. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, Pier Ferdinando Casini.