Sondaggio web fra automobilisti per fare «partire» la BreBeMi

L’indagine in tempo reale al via domani: darà voce ai pendolari sui ritardi dei cantieri. La Provincia: «Non chiedeteci di salvare i progetti altrui»

Gianandrea Zagato

Per realizzare la BreBeMi servono 716 milioni in più del previsto, che si aggiungono a quel 48,25 per cento di risorse di project financing già disponibili. Si sale dunque a quota 1.582 milioni per dar vita al tracciato autostradale tanto atteso dai lombardi, insieme a Pedemontana e Tangenziale est esterna di Milano.
Opere indispensabili per lo sviluppo dell’economia: ad esempio, ogni giorno di ritardo nella costruzione della direttissima Brescia-Bergamo-Milano significa qualcosa come un milione di euro in Pil rinunciato dal Nord Ovest. Un effetto freno che nel caso di BreBeMi attende lo sblocco con la pubblicazione ufficiale dell’approvazione Cipe contenente le modalità di riequilibrio del piano finanziario. E mentre Autostrade Lombarde spa (controlla l’86 per cento di BreBeMi) e BreBeMi spa (società di progetto) hanno già speso, dal 2001 a oggi, qualcosa come 15 milioni per promuovere il progetto del tracciato - lungo circa cinquanta chilometri, di cui ventisette in rilevato, diciassette in trincea, quattro in viadotto e uno in galleria sotterranea -, c’è chi da martedì via web non si «rassegnerà più a essere un Paese del terzo mondo». Chi? I sostenitori del comitato per la BreBeMi che on line (www.comitatobrebemi.org) lanciano un sondaggio in tempo reale tra i forzati del volante della congestionata Milano-Bergamo-Brescia (A4) per dare un peso anche statistico sulla necessità di anticipare i tempi pro BreBeMi. Iniziativa presentata al palazzo Giureconsulti, tra gli altri, da Massimo Sordi e Michele Perini, rispettivamente vicepresidente della Camera di Commercio milanese e presidente della Fiera di Milano.
Appuntamento via internet per dar voce agli utenti della A4, a quei pendolari che con BreBeMi ridurrebbero sostanzialmente i tempi di percorrenza e quindi migliorerebbero pure la qualità della vita oltreché la competitività delle imprese interessate dall’infrastruttura. Autostrada che, ricordano i sostenitori del comitato per la BreBeMi, ha avuto l’approvazione di impatto ambientale del ministero dell’Ambiente poiché «il progetto è stato improntato con l’intento di minimizzare le interferenze con i sistemi ambientali e territoriali e con il sistema insediativo e le attività economiche». Eppure l’aspetto ambientale è fortemente criticato dalle amministrazioni comunali attraversate dall’opera, pur avendo già avuto garanzia che «le alterazioni in fase di costruzione limiteranno al minimo l’area occupata e che al termine dei lavori saranno ripristinati i caratteri morfologici precedenti alla realizzazione».
Problemi localistici sollevati spesso con l’appoggio della giunta di centrosinistra che governa la Provincia di Milano e che sarebbe contraria a quel tratto della futura Tangenziale est esterna che collega la Paullese con la Cassanese. Peccato che, quel tratto, sia «vincolante per la realizzazione della stessa BreBeMi». Dettaglio non da poco visto che il Cipe ha approvato in linea tecnica il progetto di BreBeMi «ponendo un paletto importante per la definizione del tracciato» come riconosce il rapporto 2005 di Otinordovest, l’osservatorio territoriale infrastrutture di Assolombarda (di cui pubblichiamo a fianco una sintesi sulla situazione delle Grandi Opere). Problemino che pesa sul futuro di BreBeMi e che si aggiunge alla carenza di risorse finanziarie. Unica certezza? «Non chiedete a noi di salvare opere altrui» fa sapere l’assessore provinciale ai Trasporti, Paolo Matteucci. Finale di chi, evidentemente, non è tra i sostenitori del comitato per la BreBeMi.