Il sondino non è accanimento

La Corte di Cassazione, nell’ottobre del 2007, ha stabilito che il sondino non può essere considerato accanimento terapeutico, ma l’interruzione può avvenire in presenza di due condizioni, ossia che lo stato vegetativo del paziente sia ritenuto clinicamente irreversibile «senza alcuna sia pur minima possibilità, secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti, di recupero della coscienza e delle capacità di percezione» e che la paziente «se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento». Su questi due requisiti si è concentrata la sentenza dalla I Sezione civile della Corte d’Appello di Milano, che il 9 luglio scorso ha attribuito a Beppino Englaro la facoltà di chiedere l’interruzione dell’alimentazione artificiale per Eluana.