«Sono 1,5 milioni i terroristi pronti a colpire»

Il consulente del ministro: «Su un miliardo di islamici nel mondo solo l’uno o il due per mille potrebbe agire. Per sconfiggere Al Qaida ci vorranno almeno 30 anni. Il fondamentalismo c’era prima dell’Irak»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Ci sono almeno un milione se non due di islamici pronti ad entrare nella Jihad neosalafita che caratterizza l’attuale terrorismo internazionale. Almeno mille si trovano in Spagna e sono addestrati e pronti a compiere attentati o quantomeno mostrano «una predisposizione ad atti di terrorismo nel quadro della Jihad». L’allarme è apparso su El Pais dell’8 luglio con un lungo pezzo di Fernando Reinares, professore di Scienze Politiche dell’Università di Madrid, nonché componente del Real Instituto Elcano, specializzato in studi strategici sul terrorismo internazionale. Nella sua analisi il docente spagnolo, che è consulente del ministero degli Interni spagnolo e in Italia ha collaborato con la Fondazione Magna Carta,(che fa riferimento al presidente del Senato Marcello Pera), sottolinea che il numero dei terroristi pronti ad agire rappresenta appena l’uno o il due per mille del miliardo di musulmani nel mondo. Il che sta a significare che il fenomeno può essere circoscritto, anche se non ci potrà essere una rapida «eliminazione». Per Fernando Reinares per «vincere Al Qaida ci vorranno almeno trent’anni». Il docente spagnolo nel suo articolo su El Pais sottolinea anche che «la minaccia del terrorismo è anteriore alla guerra in Irak». Argomenti questi che erano stati discussi e analizzati nello scorso marzo nel corso di un summit internazionale che si è svolto a Madrid sui temi «Democrazia, terrorismo e sicurezza». Nel seminario a cui avevano partecipato esperti di tutto il mondo e molti docenti egiziani erano già emersi i dati denunciati da Reinares.
In Spagna, soprattutto a Santiago di Compostela, centro della cristianità, le misure di sicurezza sono state potenziate e nei giorni scorsi, durante la festa della Galizia, è stato proibito agli stranieri di entrare nella cattedrale con lo zaino. Stesse misure verranno prese per il monumento simbolo dell’architettura araba, l’Alhambra di Granada. Massima allerta quindi, anche se il governo ha dichiarato che non intende sospendere gli accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone.
Intanto, dalla prigione di Madrid, Imad Eddin Barakat, presunto capo spagnolo di Al Qaida di origine siriana, sospettato di aver avuto un ruolo importante nella strage dell’11 settembre e per il quale l’accusa ha chiesto più di 74mila anni di carcere, ha inviato una lettera di condanna per le stragi di Londra e di Sharm al quotidiano El Periodico di Barcellona, affermando che l’Islam non permette di uccidere innocenti o civili. Nel messaggio mandato tramite la moglie, che ribadisce l’estraneità del marito alle organizzazioni terroristiche, Barakat si dissocia dai gesti di terrorismo e afferma che «nell’Islam o nel Corano non esistono argomenti che giustifichino l’uccisione di innocenti o civili».