Sono 150 le piante cadute ora servono 300mila euro

L’emergenza è passata, ora si contano i danni, si puliscono le strade dai rami venuti giù e si mettono in sicurezza gli alberi che hanno retto alla furia del vento e della pioggia. Centocinquanta - tra pini, cipressi e cedri - sono quelli caduti a Roma nei giorni scorsi soprattutto nei municipi XV, XVI, XVII, XX e VI. È il direttore del servizio giardini del Comune, Stefano Mastrangelo, a fare il bilancio dei danni provocati dal maltempo e ad annunciare le operazioni di monitoraggio che partiranno oggi per evitare eventuali crolli futuri. Particolarmente colpite le ville storiche, soprattutto Villa Massimo e Villa Torlonia, che ha perso molti dei suoi pini secolari, due dei quali si sono abbattuti sul bambuseto, praticamente distruggendolo (in totale nel parco sulla Nomentana sono caduti 50 alberi). Altri, quelli che non hanno più il requisito della stabilità, verranno abbattuti dal personale del servizio giardini nei prossimi giorni. Saranno soltanto potate, invece, le piante che non sono state irrimediabilmente danneggiate. Per le prime opere il Campidoglio dovrà stanziare almeno 300mila euro. «Poteva provocare danni molto più gravi al patrimonio storico delle alberature pubbliche romane - sottolinea Mastrangelo - lo scempio ecologico è stato evitato grazie al progressivo lavoro di messa in sicurezza e sostituzione delle alberate stradali che il Comune ha avviato nel 2001». «Dai controlli dei prossimi giorni - puntualizza il direttore del Servizio giardini - prevediamo che dovranno essere abbattuti circa il 10 per cento degli alberi, tutti pini e cipressi secolari, che però non rappresentano un pericolo in sé».