«Sono arrivata a Zelig dallo studio di un notaio»

Miriam D’Ambrosio

Occhi e capelli color carbone e tratti tipici della sua magnifica terra, la Sardegna. Geppi Cucciari è nata a Macomer (Nuoro) e, mentre giocava («seriamente», sottolinea lei) in una squadra di basket, si impegnava nella facoltà di giurisprudenza di Cagliari, scelta per compiacere la famiglia, perché il sogno era iscriversi all'Accademia d'Arte Drammatica e diventare attrice, comica sicuramente.
«È stato un desiderio fortissimo da quando ero bambina - racconta - mi piaceva far ridere gli altri, vedere che si divertivano alle mie battute, alle cose che dicevo per come le dicevo. Mi mancava ancora qualche esame e decisi di andare a Milano per provare a seguire questa strada. Milano ti offre l'opportunità di realizzare quello che vuoi, almeno di tentare. A 4 esami dalla laurea ho frequentato un breve corso di recitazione con Quelli di Grock e poi sono approdata al Laboratorio Scaldasole». Grande fucina di cabarettisti, dove Geppi fece l’incontro determinante con Lucio Wilson, «autore di Cagliari, sardo come me, mi ha proposto di lavorare con lui, dandomi fiducia. Quella con Lucio è una bellissima amicizia, mi sostiene, scrive per e con me».
E Cucciari entrò nella grande famiglia di Zelig, «che ti ama e ti segue mentre cresci».
Ora si trova in tournée estiva con lo Zelig Off in Tour, avventura che la vede come unica protagonista comica femminile, a spasso per l'Italia fino al 17 agosto, quando toccheranno Cattolica, sostando nei prossimi giorni nella valle dei Templi di Agrigento (1 agosto), a Catanzaro (8 agosto), a Lecce (il 10), nello Stadio di Pescara (il 13) e a La Spezia (16). Per poi tornare a casa in Sardegna, dalla famiglia e dal nipotino Claudio a festeggiare il compleanno. Una ragazza solida, che insegue valori forti, tradizionali: famiglia al primo posto della scala.
Nel cuore c'è anche il pubblico che impara a conoscerla, è ovvio. «Non devi deludere le persone a cui piaci, io spero di non farlo mai e che questo bel momento non sia soltanto una “fiammata“. Voglio crescere in questo mestiere. Io in quello che dico ci credo, sono riflessioni sulla vita, denunce dei limiti, non soltanto maschili, ma anche femminili, naturalmente». Geppi porta sempre dietro il suo «taccuino volante» e annota impressioni, frasi, discorsi, e tutto quello che può venirle in mente, per poi parlarne con Lucio «un uomo che ha una grande sensibilità e riesce a capire le donne». Una simbiosi perfetta.
Una cabarettista all'alba di un percorso voluto senza dimenticare il «dovere» della laurea. Eh si, perché Maria Giuseppina Cucciari è dottore in Legge. «Mi sono laureata sono una donna sarda, quindi di parola. Quando sono arrivata a Milano mi sono sentita stimolata e la carriera universitaria ha avuto un'impennata. Dopo la laurea ho lavorato da un notaio, è stata la morte interiore. Il mio notaio però era fantastico e in studio facevo ridere tutti. Quando sono entrata al laboratorio ha detto: «Geppi, va bene così per te. Ora farai ridere nel posto giusto».
Fatica compiuta e desiderio realizzato per una ragazza che è cresciuta ammirando il Trio Marchesini - Lopez - Solenghi, «riferimenti forti, io sono una nostalgica e penso con tenerezza agli anni dell'adolescenza, della formazione - conclude - Anna Marchesini è l'attrice comica che amo, non perché voglio emularla, ma perché apprezzo la sua bravura, la classe, il carisma. Mi piacciono Paola Cortellesi e Luciana Litizzetto, ma sono troppo contemporanee, non fanno parte della mia memoria. Io sono una donna assolutamente anni Ottanta».