«Sono corrotto» Confessione choc dell’arbitro in tv

da San Paolo

«Sono corrotto, è vero, ho indirizzato il risultato di undici partite, a tutto questo sono stato portato perché mi trovo sommerso di debiti e per ogni partita guidata incassavo diecimila euro»: intervistato dalla televisione brasiliana «Globo», Edilson Pereira de Carvalho ha confessato in diretta le proprie colpe.
Mentre il Brasile intero discute del caso - per la verità, Pereira non trova molti paladini - la Federcalcio brasiliana ha deciso di annullare tutti e undici gli incontri incriminati, che andranno ripetuti. «Ho cominciato con Palmeiras-America, poi via via per altre partite. Sono pentito, la mia grande colpa è stata quella di permettere che l’idea di guadagnare soldi facili prevalesse sulla lealtà di comportamento. Sono stato sedotto e ho sbagliato, adesso all’amarezza per i guai combinati si aggiunge la certezza che in vita mia non arbitrerò più una partita, non dico nella massima serie, ma nemmeno nelle amichevoli che si giocano al parco».
Pereira, al momento della confessione in tv, era appena uscito di galera dopo cinque giorni di custodia cautelare. Nello scandalo, scoppiato il 24 settembre, è coinvolto un altro arbitro brasiliano di primo piano, Paulo José Danelon, che come Pereira ha ammesso le proprie responsabilità. Secondo i suoi avvocati, però, Danelon «è un po’ meno responsabile» perché ha truccato soltanto tre partite. Per entrambi i direttori di gara i reati ipotizzati sono frode, cospirazione e crimini contro l’economia, visto che sulle partite truccate sono piovuti molti soldi di scommesse.