«Sono dell’Idv, ma mi rifiuto di far campagna per il candidato»

La beffa. Se n’era andato dal Pd per transitare nell’Idv, in contrasto con i vertici del partito di Franceschini e Bersani proprio sul sistema-De Luca, il sindaco-tribuno di Salerno ora candidato governatore del Pd-Idv, e adesso se lo ritrova alleato dopo la svolta pro-infangati di Tonino. Fausto Morrone, consigliere comunale dell’Idv a Salerno in area De Magistris (se esiste ancora), è esponente dell’esigua opposizione in Comune contro il De Luca. E adesso che è candidato alle Regionali per l’Idv si trova in una situazione ancora più paradossale, che ha deciso di risolvere così. «Chiederò di votare l’Idv, ma non De Luca».
Ma scusi, se votano Idv voteranno De Luca.
«Lo so, è una situazione difficile quella in cui ci ha messo Di Pietro. Capisco le sue ragioni, ma c’è anche la coerenza come valore, e io non posso perdere la faccia e la credibilità. Ho sempre attaccato il sistema di clientele di De Luca, non potrei mai mettermi a sostenerlo adesso».
Quindi farà campagna elettorale contro il candidato del suo partito?
«Io farò campagna elettorale per l’Italia dei valori, e per me come candidato al consiglio regionale, ma non posso andare oltre, purtroppo questo personaggio ci mette in grande imbarazzo. Questo vale per chi lo conosce, e noi lo conosciamo bene».
Ma non le sembra contraddittorio?
«Ripeto, faremo di necessità virtù. De Luca rappresenta un metodo di potere che non possiamo sposare, unico in Italia fatto di clientele, di tante società. Solo per i rifiuti ci sono cinque società, ognuna con un consiglio di amministrazione e un direttore, tutti assolutamente uomini suoi. Non deve essere questa la politica che l’Idv persegue».
Lei è d’accordo con Travaglio, è un errore clamoroso di Di Pietro.
«Io dico che Di Pietro avrà avuto le sue ragioni per il caso della Campania, che posso capire anche se non le condivido. Ma questo non può essere un modello per le alleanze nazionali. Sarebbe un disastro».