«Sono esseri umani non vanno uccisi ma tenuti nei centri per sempre»

«C’è una legislazione precisa e restrittiva che mette i paletti alla ricerca. Non si possono fare sperimentazioni sugli animali e neppure sull’uomo (se non con l’esplicito consenso di quest’ultimo). Tantomeno sugli embrioni che sono esseri umani che non possono esprimere consenso». A parlare così è Nicola Natale ex primario di Ostetricia e Ginecologia all’ospedale Manzoni di Lecco e presidente della 86esima Conferenza della società italiana di Ostetricia.
Professore, è giusto custodire per sempre, congelandoli, gli embrioni in sovrannumero?
«Se l’embrione è un essere umano ed io vi riconosco la dignità dell’essere umano come si fa a pensare di distruggerlo?»
Perchè i centri di procreazione assistita non hanno inviato gli embrioni in sovrannumero al Policlinico?
«In teoria dal 2004, con la legge 40, non dovrebbero esserci più embrioni orfani...»
Ma ci sono quelli antecedenti la legge e quelli che hanno avuto il via libera dalla Cassazione nel 2009
«Esatto. Penso che questo fenomeno si giustifichi soltanto in un modo: alcuni centri di procreazione assistita si rifiutano di collaborare, è il loro modo di boicottare una legge che non condividono. Ma questo non vale per tutti, altri centri hanno riconosciuto la bobtà di questa legge».
Lei pensa che ci siano ancora 5mila embrioni (fonte ufficiosa) congelati sparsi nei centri di tutta Italia?
«Delle due l’una: o sono stati distrutti o sono ancora custoditi nei contenitori dei centri».
Ma chi deve vigilare perchè la legge sia rispettata?
«Dovrebbe toccare al ministero fare le opportune ispezioni, prima che intervengano polizia e magistratura».
A proposito delle sentenze...
«Dopo l’approvazione della legge 40 ci sono state sentenze che hanno autorizzato il congelamento e l’impianto di più embrioni, purtroppo hanno creato precedenti...»