«Sono Kakà solo per caso ma non l’ultimo arrivato»

Scusi, Nocerino, ha sentito Galliani: dice che mercoledì ha chiuso gli occhi e per qualche minuto ha pensato fosse tornato Kakà...
«Ho preso il numero 22 per un caso. Sono affezionato al 23 per motivi molto speciali e poco scaramantici, perché mi riporta a Padre Pio alla cui figura sono molto legato, ho chiamato mio figlio Francesco per questo motivo».
Eppure tutti pensavano che fosse una questione scaramantica: lei napoletano...
«E invece la scaramanzia non c’entra niente. Nemmeno la smorfia in verità: il 22 vuol dire pazzo e io pazzo non sono».
Nemmeno dopo i tre gol al Parma?
«Neanche oggi perchè so da dove arrivo, da Catanzaro e da Crotone, e so che nel calcio bisogna diffidare degli eccessi. Nelle prime settimane di Milanello ero considerato uno “inadeguato”, adesso ho letto un titolo Nocerinho. Una cosa ho in testa: senza l’aiuto dei miei colleghi e senza Allegri non sarei arrivato qui».
In che senso, scusi?
«Perché Allegri, che mi conosceva bene, mi ha sempre ripetuto: tu vai dentro che poi la palla ti arriva precisa. E così è stato. Quando giochi con gente come Cassano, Boateng o Ibra, è un giochino. E io di gol ne ho sempre fatti anche se non tantissimi: 4 l’anno scorso, 3 l’anno prima ancora, 10 in tutta la mia serie A. Se qualcuno mi avesse detto: diventerai il capo-cannoniere del Milan a fine ottobre, lo avrei preso per matto. Nel calcio può accadere anche questo.»
Lo sa quanti chilometri percorre durante una partita?
«Ho sentito il dato citato in tv da Galliani: dodici chilometri. Credo che sia un normale per uno come me».
«Dica la verità: sul secondo gol ha influito l’effetto Boateng?
«Guardi che se ci avessi pensato un attimo non mi sarebbe riuscito. È stato istinto allo stato puro: ho stoppato e tirato in una frazione di secondo. E mi è riuscito quel capolavoro».
Sempre Galliani ha raccontato del suo arrivo: “Ero su piazza, mi hanno segnalato la sua cessione e sono partito all’attacco”. Ma allora non è stato lei a tagliare la corda da Palermo...
«E infatti questo è l’unico aspetto fastidioso della vicenda. Io non so per quale motivo il Palermo ha lasciato che il mio contratto arrivasse alla conclusione, eppure non sono un trentenne, bisognerebbe chiederlo al presidente Zamparini. A Palermo stavo bene, ho conservato molti amici, 3 anni vissuti alla grande. Quando mi hanno detto Milan ho sgranato gli occhi: chi può dire no al miglior club italiano?»
È per questo motivo che non ha festeggiato il gol di quella sera?
«È stato un segno di rispetto per Palermo, per i molti amici che ho laggiù».
Confessi in pubblico: le critiche lette sul suo conto l’hanno ferita a morte?
«Io le critiche le considero legittime quando non offendono la persona. E io sapevo che arrivavo al Milan. Molti avevano scommesso che sarei stato l’ultima ruota del carro e invece non è andata così. Devo ringraziare Allegri che mi ha sempre considerato. Lui e Delio Rossi sono i miei preferiti: vedono il calcio allo stesso modo e mi chiedono di fare gli stessi movimenti».
Ma chi ha suggerito ad Allegri di cambiarle lato da destra a sinistra?
«È stato lui a decidere il cambio. Sapeva bene cosa potevo rendere come mezz’ala sinistra. Abbiamo provato col Palermo, è andata bene».
C’è stata una sua frase, “non sono Gattuso”, che ha provocato qualche problema...
«Si è trattato di un clamoroso equivoco. Io avevo intenzione di rendere omaggio a Rino e alla sua carriera mitica e invece la frase è stata presentata come una mancanza di rispetto nei confronti di Gattuso. Il paragone con lui, dal mio punto di vista, è improponibile, lo so benissimo».
Come mai un napoletano verace come lei non è mai passato dal Napoli calcio?
«E infatti sono nato nel quartiere di Santa Lucia. La spiegazione è semplicissima: ho cominciato tutta la trafila nelle giovanili della Juventus e da quel momento ho intrapreso un percorso completamente diverso che mi ha portato lontano da Napoli e dal Napoli».
Tre gol in una volta eppure Galliani non è soddisfatto. Ha appena ricordato ad Allegri che lo scudetto si vince con la miglior difesa, non con il miglior attacco...
«E credo che anche Allegri sia dello stesso parere. E infatti l’anno scorso il Milan ha chiuso la stagione con il minor numero di gol subiti. Forse se togliamo i 3 subiti a Lecce, i conti tornano alla normalità».
Chi fa paura al Milan per la conquista dello scudetto?
«I giochi non sono fatti. E al momento anche l’Inter e la Roma, possono competere con noi. Naturalmente fanno parte del gruppo Napoli e Juventus. A proposito del Napoli vorrei segnalare uno che viene spesso sottovalutato: si tratta di Maggio, una forza della natura».