«Sono di peso» e si uccide a 96 anni

Non sono bastate le cure amorevoli della figlia che, per meglio seguire l’anziana madre, l’aveva fatta venire dalla Francia. L’anziana donna arrivata a 96 anni, nonostante non soffrisse di particolari patologie cliniche né di crisi depressive, ha deciso lucidamente di togliersi la vita impiccandosi alla maniglia della finestra. La vittima si chiama Renée B. ed era nata in Francia, dove poi aveva sempre vissuto, nel 1909. Negli ultimi tempi però, vista l’età piuttosto avanzata, insieme ai famigliari aveva deciso di trasferirsi a Milano, in via Anfossi per meglio consentire alla figlia di 56 anni di seguirla. Una condizione di «assistita» che però la donna, evidentemente fino ad allora sempre in grado di badare a se stessa, non deve aver accettato di buon grado, nonostante le rassicurazioni dell’amorevole figlia. Così ieri, nel primo pomeriggio, ha atteso di rimanere sola a casa per compiere l’estremo gesto. Ha legato una corda alla maniglia della finestra si è passata l’altra estremità al collo, quindi si è lasciata andare fino a «sedersi» a terra, e rimanere soffocata. Così l’ha trovata la figlia, quando è rientrata nella propria abitazione verso le 15.30. La donna ha liberato la madre dal laccio al collo, l’ha depositata per terra, l’ha scossa e chiamata più volte nel tentativo di rianimarla, quindi ha chiamato il 118. La centrale operativa di Niguarda ha mandato un’auto medica con personale specializzato, che però non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’anziana. Sulle cui cause sembrano esserci pochi dubbi. Prima di decidere di togliersi la vita, infatti, la donna ha scritto un biglietto in cui spiegava il proprio gesto. «Sono di peso» e pertanto non se la sentiva più di dipendere dalla famiglia della figlia.

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