«Sono un Peter Pan che ha scoperto l’amore»

Alessandro Ursic

Il campione nel privato, un ragazzo ormai 23enne che ha scoperto l’amore e fa progetti sul futuro. Ma che, da bravo brasiliano, confessa di amare la sua vena di follia. L’Adriano Imperatore della Milano nerazzurra si è confessato ieri ai microfoni di Inter Channel. Un’apertura che non arriva a caso, e che testimonia la nuova tranquillità del giocatore: ora è fidanzato, ha fatto una «scelta di vita» a favore dell’Inter firmando un contratto fino al 2010, sta cercando casa vicino al lago di Como. Insomma, si sta sistemando. Per la felicità dei tifosi della Beneamata, ha deciso di farlo qui.
Adriano, ma è solo un’impressione o quest’anno lei è ancora più allegro?

«È vero, è tutto più facile. Ho trovato una fidanzata che mi dà tranquillità. Da Daniella ho rispetto e comprensione. È anche mia amica, e per un calciatore è importante tornare a casa la sera e avere qualcuno con cui parlare».
Come vi siete conosciuti?

«È successo in Brasile, lei lavorava in un negozio. Appena l’ho vista ho subito pensato di invitarla a cena. Ma lei non mi conosceva, mi rispose “sei uno sconosciuto, non posso uscire con te”. Questo mi colpì molto. Per me è difficile capire se una ragazza mi vuole veramente bene o se vuole stare con me solo per i soldi. Per fortuna ho insistito un po’, anche grazie ai miei amici, e alla fine l’ho portata a mangiare fuori».
E ora Daniella si è abituata a stare con un campione conosciuto da tutti?

«Oh sì. Anzi, si arrabbia quando non faccio gol!».
Cos’è più importante per lei in un rapporto, la passione o l’affetto?
«Sicuramente l’affetto. È la base di un rapporto forte, ed è quello che voglio avere con Daniella. Vorrei sposarla e mettere su famiglia, avere due figli, vivere in tranquillità con loro».
Fino al 2010 lo farà all’Inter. E dopo?

«La mia casa è l’Inter, qui mi trovo benissimo. La gente mi vuole bene, mi ha sempre trattato con rispetto. Per questo voglio rimanere in Italia anche dopo che avrò smesso di fare il calciatore. La mia è una scelta di vita».
Lei ha fatto anche una campagna televisiva contro il razzismo. Ha mai avuto problemi di questo tipo in Italia?
«No, anzi, solo una volta. Ero alla cassa di un negozio e volevo pagare con una banconota da 500 euro. Non so se è stato per il grande taglio o per il colore della mia pelle, ma la titolare del negozio ha fermato tutto, ha chiamato persino quelli della sicurezza».
Com’è l’Adriano uomo?
«Sono un ragazzo tranquillo, ma rimango brasiliano... Delle ragazze, se devo essere sincero, guardo prima di tutto il sedere. Penso che la saggezza sia importante, ma sono un po’ folle. Ascolto musica spesso a tutto volume, mi piace andare in giro, stare con la gente, andare al cinema».
A vedere quale tipo di film?

«Mi piacciono molto i cartoni animati. Andrò presto a vedere Madagascar, l’ho promesso da tempo a Daniella ma è sempre difficile perché raramente sono a casa».
È rimasto un po’ Peter Pan, insomma...
«Il personaggio di Peter Pan mi piace, spero di rimanere così a lungo. Sono così anche perché quando ero piccolo e vivevo nella favela, non sapevo praticamente niente di quello che succedeva fuori. Quando ne sono uscito, ho scoperto che ci sono tante cose da imparare».
Li ricorda tutti, i suoi 45 gol all’Inter?
«Beh, tutti no. Mi è rimasto impresso in particolare il primo, quello contro il Real Madrid al Bernabeu (una terrificante punizione all’incrocio, ndr). Ero appena arrivato, dovevo dimostrare il mio valore, mi ha aperto nuovi spazi».
Anche se poi è stato mandato alla Fiorentina e al Parma...
«Sì, per me non c’era posto in quell’Inter, ma si può capire. Io non ero ancora così, il calcio italiano per me era ancora difficile. Comunque spero di imparare ancora».
Avrà imparato che le due grandi rivali dell’Inter sono la Juve e il Milan, anche per i tifosi. E domenica giocate proprio con i bianconeri. Per lei quale sfida conta di più?
«Sono entrambe forti. Ma il derby con il Milan per me è più importante».