«Sono qui per vincere tutto scudetto, coppa e mondiale»

«Ora Gilardino scoprirà che non è facile giocare a Milano. Aspetto Kakà nel derby»

Alessandra Marbelli

da Brunico

Inizia con una risata il primo incontro ufficiale con la stampa di Adriano Leite Ribeiro. Colpa di un'espressione in portoghese usata da un cronista che l'Imperatore non capisce: «Scusi - chiede l'attaccante - può parlare in italiano?». Riposato dai venti giorni di vacanza e felice per il giorno di permesso supplementare accordatogli da Moratti, adesso Adriano non vede l'ora di ricominciare a sudare, per smaltire qualche chilo di troppo e ricominciare a vincere. La Coppa Italia è stata solo l'inizio: il brasiliano vuole di più. Vuole tutto.
«La squadra sta crescendo piano piano, ma bene: ho visto un pezzo del trofeo Tim, e quello che ho visto mi è piaciuto. Juve e Milan si sono rafforzate, ma noi speriamo di iniziare bene e di finire con lo scudetto e la Champions».
Cosa pensa dei nuovi arrivati?
«So che sono grandi giocatori. Il gruppo sudamericano è solido, e siamo tutti molto motivati. Per noi brasiliani il calcio è divertimento, gioia, e io spero di riuscire a trasmettere sempre queste sensazioni anche qui, dove spesso c’è troppa pressione».
Nella Confederations cup il suo contributo è stato determinante. Quando pensa che i tifosi dell'Inter potranno rivedere lo stesso Adriano?
«Tra quindici giorni sarò di nuovo in forma e pronto a cominciare con la squadra. Le vacanze mi hanno fatto bene, mi sono riposato».
Anche quest'estate si è letto e scritto di tutto sul suo destino. Ma lei ha davvero mai pensato di andarsene?
«No. Io sono dell'Inter e da qui non me ne vado».
Chi, invece, se n'è andato è stato Vieri. Che effetto le fa vederlo in rossonero?
«Un effetto molto strano, perché lo avevo sempre visto con la maglia dell'Inter. Ma se la società è arrivata a questa decisione, lo ha fatto anche per il suo bene. Personalmente mi dispiace, perché Bobo è una grandissima persona e ancora un grande giocatore».
Il fatto che se ne sia andato la trasforma automaticamente nel leader indiscusso della squadra. Una responsabilità che le pesa?
«No, perché la responsabilità era la stessa anche quando c'era lui. Comunque, abbiamo tanti giocatori che possono fare la differenza».
Il Milan ha preso anche Gilardino. Come pensa che si troverà il suo ex compagno?
«Non sarà facile per lui, perché nel Parma la squadra giocava in funzione sua, mentre al Milan non succederà così, e lui dovrà dimostrare ancora il suo valore».
Con i rossoneri gioca anche Kakà, suo compagno in nazionale. Siete amici?
«Sicuramente lo siamo di più con la Seleçao... A parte la battuta, lui gioca nel Milan e, quindi, lo aspetto al derby».
Parlando di Seleçao, dopo la Coppa America e la Confederations cup, ai mondiali cosa vi aspettate?
«Di vincerli! Per il momento, però, il mio solo pensiero è per l'Inter: ci aspetta una stagione importante e impegnativa e il nostro obiettivo è quello di vincere scudetto e Champions League».